Discorsi Fotografici

Mostra Genesi di Sebastiao Salgado, Contrasti e contraddizioni

Palazzo della Ragione, Milano, 02.11.14

Contrasti e contraddizioni.

Finalmente anche a Milano la fotografia ha il suo spazio permanente e il suo posto direttamente in centro a due passi dal Duomo, ossia nel Palazzo della Ragione, edificio medievale molto affascinante.

Salgado Milano-3007

In rete si leggono interventi di detrattori che accusano il comune di aver messo in piedi una politica di ‘botteghino’ organizzando mostre di grido, piuttosto che trovare il coraggio di dare spazio a giovani fotografi e nuove tendenze (per chi vuole approfondire un click qui).

Personalmente apprezzo molto questa nuova opportunità a prescindere dal programma espositivo.

Per aprire questa nuova stagione arriva “Genesi” di S. Salgado, 245 stampe in bianconero, frutto di un mastodontico progetto durato quasi un decennio, che ha portato lo stesso fotografo in viaggio per 100 paesi. Salgado inoltre è uno dei fondatori dell’organizzazione Istituto Terra che si occupa di progetti ambientalisti e che negli ultimi 15 anni hanno piantato circa due milioni di alberi.

… Continua a leggere

Seguici in modo semplice e veloce. Se questo articolo ti è piaciuto, abbonati gratuitamente al feed.

Federica Brunini in “ombrebianche / animerosse”

A Milano presso la Castelli Gallery dall’ 8 al 28 Febbraio potremo ammirare per la prima volta in mostra le fotografie di Federica Brunini.

ombrebianche / animerosse

“Saper raccontare è un’arte che richiede uno spiccato senso critico, capacità di analisi, sensibilità e fantasia, ma anche e soprattutto il piacere di ricreare e condividere le emozioni che una determinata esperienza ha impresso sul nostro spirito. E’ indubbiamente uno spirito libero e curioso quello che anima Federica Brunini, giornalista e scrittrice di successo, che da anni si occupa di viaggi, costume e tendenze, alla ricerca di personaggi, storie e luoghi da vivere e raccontare. Vivace e instancabile globe-trotter, convinta che il confronto con l’ignoto sia la più preziosa delle opportunità per comprendere tanto il mondo esterno quanto la parte più profonda di noi stessi, ha trasformato il viaggio in una predisposizione d’animo costante, in uno stile di vita guidato dal desiderio di svelare le apparenze, di sovvertire verità consolidate, di riconoscere l’incanto e la poesia anche nel quotidiano. La scrittura e la fotografia consentono all’autrice di trattenere le impressioni e di rielaborarle, razionalmente, in un secondo momento. Come ogni buon narratore, ha il talento di saper delineare con pochi tratti incisivi personaggi e atmosfere lasciando tuttavia un certo margine di indefinitezza, in grado di esaltarne il fascino e il mistero. … Continua a leggere

Seguici in modo semplice e veloce. Se questo articolo ti è piaciuto, abbonati gratuitamente al feed.

Una grande retrospettiva di Robert Mapplethorpe

A Milano presso la Fondazione FORMA per la Fotografia è in corso e sarà visitabile fino al 9 aprile 2012 una grande retrospettiva che ripercorre la carriera e l’opera di Robert Mapplethorpe.

Autoritratto, 1980 © Robert Mapplethorpe Foundation

Mapplethorpe è stato un fotografo attivo nella  New York degli anni settanta e ottanta, dopo aver seguito gli studi artistici presso il Pratt Institute di Brooklyn, influenzato da artisti come Joseph Cornell e Marcel Duchamp, Mapplethorpe si avvicina alla fotografia componendo dei montaggi con materiale fotografico di repertorio, quelle opere che vengono definite “mixed-media collages”, è solo nel 1970 dopo aver acquistato una Polaroid che inizia a scattare. Famose sono le sue composizioni di nature morte e i suoi ritratti.
Qualche anno dopo acquista una Hasselblad medio formato e con il tempo diventano soggetti preferiti dei suoi scatti i nudi sia maschili che femminili, ripresi in composizioni quasi rigide che a tratti ricordano il “modo di stasi” della statuaria classica.
Mapplethorpe lavora nel pieno della rivoluzione pop e new dada, a contatto con artisti come Andy Warhol, celebre il suo ritratto in uno scatto del 1986. Dello stesso anno  è il bellissimo ritratto della cantante Patti Smith, da sempre sua fonte di ispirazione, conobbe la cantante nel 1968, per la quale curò le copertine dei dischi.
Mapplethorpe continua lavorare e a fotografare nel suo modo preciso e impeccabile fino alla fine degli anni ottanta.
La biografia completa la potete trovare sul sito della “The Robert Mapplethorpe Foundation” .

“La mostra, proveniente dalla Robert Mapplethorpe Foundation di New York, comprende 178 fotografie e rappresenta un’occasione unica per ripercorrere, con un unico sguardo retrospettivo, il lavoro di Mapplethorpe, dalle prime polaroid alla sconcertante serie dedicata a Lisa Lyon, alle splendide immagini dedicate al corpo maschile, indagato e celebrato come mai prima di allora, all’omaggio alla sua musa Patti Smith, agli insoliti,teneri e malinconici ritratti di bambini.
L’estrema contemporaneità e la grande classicità di Mapplethorpe è tutta in questa possibile perfezione da raggiungere e da realizzare nel breve lasso di tempo di uno scatto, di una sessione di posa.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Contrasto.”

Tutte le informazioni  sulla mostra le potete trovare sul sito della Fondazione FORMA per la Fotografia

Seguici in modo semplice e veloce. Se questo articolo ti è piaciuto, abbonati gratuitamente al feed.

Tema creato da federicoemmi | © 2019 Discorsi Fotografici Versione Beta 1.6