Discorsi Fotografici

Photofestival “Attraverso le Pieghe del tempo” – Prima puntata: letture del portfolio, Raimondo Musolino, Franco Sortini ed Enzo Carli!

podcastGodiamoci la prima puntata speciale del Phofestival “Attraverso le Pieghe del Tempo”, ascoltando alcuni fotografi della lettura del portfolio e Franco Sortini, Raimondo Musolino ed Enzo Carli!

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Vinci un Color Checker Passport con Discorsi Fotografici e X-Rite!

 

Parte oggi il nuovo e fantastico concorso di Discorsi Fotografici in collaborazione con la nota casa produttrice di colorimetri e software per la gestione colore X-Rite

Partecipare è semplice, ed è assolutamente gratuito! Basta:

  • avere un account Twitter
  • seguire @disfoto e @XritePhoto
  • twittare il seguente messaggio in blu: Con X-Rite e Discorsi Fotografici puoi vincere ColorChecker Passport! È semplice: segui @disfoto e @XritePhoto e retwitta questo messaggio!

In palio un fantastico Color Checker Passport del valore di 90 €!!!!

Grazie al kit Color Checker Passport ridurrete i tempi di elaborazione immagini e migliorerete il controllo della qualità del proprio workflow Raw combinando le potenti capacità cromatiche delle soluzioni ColorChecker Passport e Adobe® Imaging. Potrete catturare colori accurati in modo rapido e facile, migliorare ritratti e paesaggi immediatamente e mantenere il controllo e la fedeltà dei colori dalla cattura all’edizione.

Cosa aspettate? Partecipate numerosi!!!!

Il concorso scade il 30 Giugno 2012 ed il vincitore sarà anche ospitato nel nostro fotobar per raccontarci l’esperienza con il Color Checker Passport.

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Intervista a Davide Marino, fotografo di Genova.

“La fotografia è per me l’incontro tra la condizione di luce che si verifica in un luogo e la capacità del fotografo di coglierla nei suoi infiniti aspetti”.

di Terenzio Lodadio

Davide Marino nasce a Genova il 7 giugno 1964. Prende il diploma di maturità classica e si iscrive alla Facoltà di Economia e Commercio. Non completa gli studi e lavora come contabile. Poi decide di abbandonare questo lavoro “perché quella non era assolutamente la mia strada”. Inizia a fotografare “con serietà e consapevolezza” nel 1999. Nel 2001inizia ad esporre personali a Genova e Milano. Nel 2007 conosce la fotografa e artista Alessandra Cevasco e insieme aprono nel centro storico di Genova in Vico San Giorgo n. 11, lo studio “Incantations”. Aprono il sito web www.incantations.it … Continua a leggere

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Siamo sicuri che f/1.4 a ISO 200 sia davvero f/1.4 a ISO 200?

Seguendo un discorso pubblicato su Luminous Landscape, ci siamo resi conto che, grazie alle prove effettuate da DxOMark (un’autorità nel campo),  a causa della perdita di luce sul sensore che si ottiene quando si usano obiettivi con rapporto focale molto corto, il sensore compensa aumentando segretamente la ISO per quella fotografia. … Continua a leggere

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Troppa sottoesposizione fa male ai colori…

E’ cosa nota che con l’avvento della tecnologia digitale uno dei tanti parametri di cui deve preoccuparsi il fotografo è la corretta esposizione delle luci e delle ombre. Questo perché se si esagera con l’esposizione delle alte luci il sensore restituisce un bianco assoluto con conseguente perdita dei dettagli che non potranno mai essere recuperati con la postproduzione digitale.

Succede allora che spesso capita di vedere foto frequentemente sottoesposte, in virtù di un mito che vuole la sottoesposizione come la cura a questo problema, pensando che si possano recuperare tutti i dettagli dalle ombre; i nuovi firmware che mostrano sul LCD le zone con alte luci “bruciate” non fanno che peggiorare la situazione, in quanto i meno esperti tendono a sottoesporre fin quando non spariscono le zone lampeggianti.

Una prima considerazione sul fenomeno riguarda il modo in cui funzionano i sensori CCD o CMOS: dal momento che sono progettati per catturare luce su uno spettro che va da tonalità scure a tonalità chiare, sottoesporre e portare l’istogramma tutto verso lo scuro significa utilizzare solo una parte di questa tecnologia; questo potrebbe sembrare poco male, infatti chi scatta in RAW sa che spesso ci sono dati in eccesso che vengono sfruttati appieno durante il processamento delle immagini in camera chiara. In realtà la sottoesposizione è in questo caso una questione da tenere in considerazione seriamente.

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