Discorsi Fotografici

La Settimanale di Fotografia a Genova, ce ne parla Veronica Onofri

Torna a Palazzo Ducale La Settimanale: dal 9 al 17 Maggio a Genova tanti

appuntamenti dedicati agli appassionati di fotografia.

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Speciale Nettuno Photo Festival – Prima puntata

Come annunciato da qualche mese, Discorsi Fotografici sarà partner dell’Associazione Occhio dell’Arte nello svolgimento del Nettuno Photo Festival. Il nostro contributo consisterà nell’intervistare tutti i grandi nomi che interverranno nei giorni del Festival, e siccome di grandi fotografi o personaggi importanti del mondo della fotografia ce ne saranno molti, abbiamo deciso di intervistarne qualcuno negli ultimi giorni e di pubblicare le interviste in anteprima per voi!

In questa puntata ascolteremo le parole del fotografo Stefano Corso, del creatore di forum fotografici Domenico Addotta, del famoso critico fotografico Roberto Mutti e del “cacciatore” e fotografo di alberi Tiziano Fratus. Quattro diversi approcci al vasto mondo della fotografia che certo incuriosiranno, ma che soprattutto insegneranno qualcosa di nuovo a noi tutti.

Vi auguriamo buon ascolto e vi diamo appuntamento alla prossima puntata fra pochi giorni!

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La stampa professionale, intervista a Fabio Franco titolare di Photogem

Agosto sarà un mese dedicato da Discorsi Fotografici particolarmente all’evento di fine mese del Nettuno Photo Festival. Dopo aver raccolto e selezionato con piacere le vostre foto che saranno esposte nella collettiva all’interno del Festival, iniziamo oggi a pubblicare alcune interviste ai professionisti, non solo nel campo della fotografia, che parteciperanno all’evento.

Discorsi Fotografici si propone di realizzare un Media Coverage completo della manifestazione, tramite interviste scritte, podcast speciali, collegamenti in diretta ed alcuni video dei momenti più importanti. Il programma (scaricabile qui) prevede molti eventi interessanti, per cui continuate a seguirci lungo questo percorso!

Oggi iniziamo con l’intervista a Fabio Franco, titolare di uno dei più famosi laboratori di stampa e partner del Festival: Photogem. Scopriremo insieme che, per quanto si avvalga di tecnologie online per raggiungere un ampio pubblico, questo laboratorio conserva caratteristiche “artigianali” volte alla qualità che da anni fanno la differenza nella scelta di chi pretende il massimo dalle proprie foto. … Continua a leggere

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L’intervista a Lucia Baldini

DF: Oggi Discorsi fotografici ha l’onore di intervistare la fotografa toscana Lucia Baldini che ci è stata fatta conoscere dal nostro collaboratore Claudio Cascioli, Lucia è in contatto con noi, ciao Lucia come va?

LB: Ciao buonasera, tutto bene, diciamo che ce la caviamo abbastanza.

DF: Noi, come sai, abbiamo preparato un po’ di domande che andremo a farti, Lucia, sono sempre rimasto colpito dal modo in cui hai iniziato ad avvicinarti alla fotografia, è stato un mescolare di arti diverse, che in te hanno trovato una fusione molto bella, se ci vuoi raccontare come è stato l’inizio della tua carriera e anche della tua passione per la fotografia.

LB: Il mio approcio con la fotografia è iniziato prestissimo, appena adolescente, era uno dei pochi linguaggi che mi permettesse di raccontare la mia vita, le mie esperienze, i miei incontri e le mie passioni, percui le primissime cose sono state da adolescente, la parte politica e quella sportiva, quindi dei campi completamente diversi, che poi negli anni, è diventata una professione perché sono diventata socia di una piccola casa discografica indipendente e dentro questa struttura ho avuto la fortuna di incontrare tutta una serie di musicisti italiani e stranieri che in quel periodo in Italia era chiamata la New Wave Italiana e contemporaneamente arrivavano dei gruppi dall’Inghilterra e l’America che stavano sperimentando, percui usavano la musica come luogo per cercare alcune vie, e quindi io giovane fotografa, è stato veramente un mondo che mi ha aperto alla voglia di sperimentare, raccontare attraverso l’immagine quello che era un concetto, progetto musicale che poi magari si realizzava in un disco  o in un concetto.

DF: Quindi all’inizio era più passione e non pensavi potesse diventare una professione, o già da subito hai avuto l’idea che quella sarebbe stata la tua strada nella vita?

LB: Sai, le cose diventano anche senza troppa consapevolezza, io la fotografia che fosse il mio terzo occhio l’ho percepito fin da subito, perché, appunto dico sempre che sono una scrittrice o pittrice mancata, all’epoca non avevo capacità per essere ne una scrittrice e ne una pittrice, per cui la fotografia è stato uno strumento che è andato ad assolvere le mie esigenze che erano di raccontare e di raccontare per immagini, già a 19 anni lavoravo con la fotografia, perché le prime collaborazioni con riviste musicali sono iniziate prestissimo, avevo 19/20 anni quando lavoravo per “CIAO 2001” e altre, a cui offrivo dei servizi fotografici legati all’arrivo di questi gruppi stranieri che arrivavano in Italia, magari facendo tappa unica, e io venivo coinvolta per raccontare questi incontri. … Continua a leggere

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L’intervista a Paolo Cantarella

DF: Discorsi fotografici oggi ha il piacere e l’onore di avere come ospite Paolo Cantarella, un fotografo veneziano che abbiamo avuto modo di conoscere tramite la grande rete, ma che ci ha subito appassionato con i suoi scatti e i suoi consigli di postproduzione, con un sito che devo dire è veramente interessante perché si vede che è fatto con passione. Ciao Paolo, come va oggi?

PC: Ciao a tutti, bene grazie

DF: Iniziamo subito, Paolo Cantarella, sul tuo sito leggiamo: Classico di istruzione, informatico di professione, viaggiatore per vocazione, fotografo per passione, puoi parlarci di queste tue quattro qualità?

PC: questi quattro punti che penso dicano qualcosa di qualità, quando dico Classico, parlo del fatto che ho studiato il liceo classico credo che questo influenzi in qualche modo il mio modo di vedere e pensare, influenza le cose che mi piacciono, penso e giudico, influenzano il modo in cui guardo l’arte per quanto riguarda la letteratura, il cinema, la musica, probabilmente influenza anche il modo con cui vedo la fotografia.
Poi dico di essere un informatico di professione, questo perché dopo la maturità classica ho scelto di studiare e laurearmi in informatica e oggi, in effetti, è quest’ultima che mi dà da mangiare, può sembrare strano, perché qualcuno pensa che dopo il liceo classico debba continuare con degli studi classici, in verità sono sempre stato un po’ diviso tra gli studi classici e la mentalità scientifica, in ogni caso, penso che anche questi studi sull’informatica mi abbiano aiutato nella fotografia digitale, soprattutto sotto l’aspetto tecnico, il discorso dei bit, byte, l’istogramma, il raw, la matrice di Bayer, i spazi colore, tutti concetti che non sono impossibili da capire per chi non ha una cultura informatica, ma che risultano più comprensibili per chi magari l’ha studiata. … Continua a leggere

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