Discorsi Fotografici

Stillwaiting gli scatti di Stefano Cioffi a Roma

A Roma è in corso e sarà visitabile fino all’8 marzo 2012

presso il Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese, la mostra fotografica
Stefano Cioffi. Stillwaiting” – a cura di Lori Adragna e Lorenzo Canova

Stillwaiting ©Stefano Cioffi
“Attraverso gli scatti della serie Stillwaiting, Stefano Cioffi indaga il vuoto, la pausa, il silenzio
nell’attesa dell’evento, entrando in risonanza con il soggetto, lo fissa in un tempo
indefinito di sospensione interiore che si manifesta all’esterno. Dalle sue fotografie chiare
e impattanti di un bianco e nero incisivo, traspare l’attesa che non si attende nulla, solo uno stare
in essa, senza maschera, illusione, sentimentalismo, conoscenza e verità predefinite.
L’attesa è parte stessa della fotografia, la sua creazione interseca e mette a fuoco, blocca o rinvia
l’obiettivo dei desideri. L’incontro con l’immagine finalmente realizzata diviene via dell’attesa e del
desiderio anche per chi la guarda. La fotocamera di Cioffi ne cattura l’essenza negli scorci delle
città, nelle località marine, nelle discariche, nei luoghi di culto, nei non-luoghi: siti eletti
dell’immobilità e del passaggio come le stazioni sotterranee o gli aeroporti.
Con la fotografia Stefano Cioffi rappresenta il mondo nella sua presenza inafferrabile,
moltiplica il suo sguardo nella complessità delle cose, lo disperde nella folla. L’artista
cerca di sfidare il trascorrere del tempo e della luce portando la sua indagine su più livelli, a partire
da quello degli oggetti apparentemente banali e quotidiani che accompagnano la nostra vita e che
spesso consideriamo inutili. Scopre la solitudine lirica degli oggetti abbandonati, una sedia, un
divano, una giacca o una bottiglia che si rivestono di una presenza speciale nella relazione quasi
architettonica con lo spazio che li ospita, trovata con ostinazione nelle pieghe solitarie dei luoghi,
in un’attesa che spesso rivela un distacco senza alcuna possibilità di redenzione.
Stefano Cioffi, nato a Napoli e attivo a Roma, è artista e musicista. La sua mostra innesca
riflessioni sul concetto di tempo e di pausa, sia come rappresentazione visiva che musicale.
L’artista insegue storie narrate con semplici dettagli per restituire la musica segreta dei luoghi. A
tal fine accosta all’esposizione di fotografie, un video diretto e musicato da lui stesso ed
un’installazione di slideshow con 150 immagini in loop che riproducono l’intero progetto.
Il catalogo “Stefano Cioffi. Stillwaiting” è pubblicato da Silvana Editoriale con testi di Lori
Adragna, Lorenzo Canova, Fabio Castriota e corredato da circa 60 immagini.”

INFORMAZIONI UTILI:
Museo Carlo Bilotti, Aranciera di Villa Borghese
Viale Fiorello La Guardia, Roma

Orari da martedì a domenica ore 9.00 – 19.00
la biglietteria chiude alle ore 18.30. Lunedì chiuso
Biglietti Biglietto integrato Museo + Mostra: € 7 intero, € 6 ridotto.

Dal martedì al venerdì accesso con visita accompagnata ogni
30 minuti, dalle 9 alle 18. Durata della visita 45 minuti.
Sabato e domenica: visita libera.

Info Tel 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00)
www.museocarlobilotti.it, www.museiincomune.it,
www.zetema.it
Ente promotore Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro
Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali

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Federica Brunini in “ombrebianche / animerosse”

A Milano presso la Castelli Gallery dall’ 8 al 28 Febbraio potremo ammirare per la prima volta in mostra le fotografie di Federica Brunini.

ombrebianche / animerosse

“Saper raccontare è un’arte che richiede uno spiccato senso critico, capacità di analisi, sensibilità e fantasia, ma anche e soprattutto il piacere di ricreare e condividere le emozioni che una determinata esperienza ha impresso sul nostro spirito. E’ indubbiamente uno spirito libero e curioso quello che anima Federica Brunini, giornalista e scrittrice di successo, che da anni si occupa di viaggi, costume e tendenze, alla ricerca di personaggi, storie e luoghi da vivere e raccontare. Vivace e instancabile globe-trotter, convinta che il confronto con l’ignoto sia la più preziosa delle opportunità per comprendere tanto il mondo esterno quanto la parte più profonda di noi stessi, ha trasformato il viaggio in una predisposizione d’animo costante, in uno stile di vita guidato dal desiderio di svelare le apparenze, di sovvertire verità consolidate, di riconoscere l’incanto e la poesia anche nel quotidiano. La scrittura e la fotografia consentono all’autrice di trattenere le impressioni e di rielaborarle, razionalmente, in un secondo momento. Come ogni buon narratore, ha il talento di saper delineare con pochi tratti incisivi personaggi e atmosfere lasciando tuttavia un certo margine di indefinitezza, in grado di esaltarne il fascino e il mistero. … Continua a leggere

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Gli scatti di Arif Asci e Evgen Bavčar in mostra a Roma

Il Museo di Roma in Trastevere e il Museo dei Fori Imperiali, strutture appartenenti al circuito dei Musei in Comune, ospiteranno due interessantissime mostre fotografiche che teniamo a segnalarvi.

Gli scatti esposti sono frutto di percorsi personali del tutto differenti sia per distanza temporale tra i due artisti che per provenienza geografica, un gioco di colori e paesaggi una e profonda spiritualità in bianco e nero l’altra.

Al Museo dei Fori Imperiali ai Mercati di Traiano saranno esposti dal 14 Febbraio e fino all’ 11 Marzo 2012 gli scatti del contemporaneo fotografo turco Arif Asci.

L'ultima Carovana - diritti riservati

“Mostra Fotografica e Audiovisiva del grande fotografo contemporaneo turco Arif Asci, che ha ripercorso, con una carovana di otto perone e dieci cammelli, un antico tracciato commerciale partendo da Xian ed arrivando ad Istanbul. Il viaggio, attraverso Kyrgyzstan, Turkmenistan e Iran, è durato 18 mesi per un tragitto di 12mila chilometri” da qui il titolo “L’ultima carovana”, questa esposizione è parte del programma di undici mostre organizzate a Roma per “Vie della Seta” Biennale Internazionale di Cultura dedicata a quei Paesi del Medio ed Estremo Oriente che, fino al XIII secolo, in sostanza fino ai viaggi di Marco Polo, hanno costituito un mistero per l’Europa.

Al Museo di Roma in Trastevere si potrà vedere dal 19 Febbraio fino al 25 Marzo 2012 la mostra “Il buio è uno spazio” di Evgen Bavčar.

Il buio è uno spazio - diritti riservati

“Le immagini di Evgen Bavčar sono una vera e propria sfida al limite fisico della sua cecità. Ognuna di esse, nella sua poeticità, rimarca una volta di più quanto guardare e vedere siano due concetti estremamente diversi, e sottolinea la profonda sensibilità di questo incredibile fotografo che riesce a mostrarci aspetti del visibile a noi ignoti. Le opere prendono forma dai suoi ricordi e dalle suggestioni evocate dal mondo circostante, che Bavčar rielabora con grande profondità, creando “visioni dell’anima” oniriche ed emozionanti”.

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Una grande retrospettiva di Robert Mapplethorpe

A Milano presso la Fondazione FORMA per la Fotografia è in corso e sarà visitabile fino al 9 aprile 2012 una grande retrospettiva che ripercorre la carriera e l’opera di Robert Mapplethorpe.

Autoritratto, 1980 © Robert Mapplethorpe Foundation

Mapplethorpe è stato un fotografo attivo nella  New York degli anni settanta e ottanta, dopo aver seguito gli studi artistici presso il Pratt Institute di Brooklyn, influenzato da artisti come Joseph Cornell e Marcel Duchamp, Mapplethorpe si avvicina alla fotografia componendo dei montaggi con materiale fotografico di repertorio, quelle opere che vengono definite “mixed-media collages”, è solo nel 1970 dopo aver acquistato una Polaroid che inizia a scattare. Famose sono le sue composizioni di nature morte e i suoi ritratti.
Qualche anno dopo acquista una Hasselblad medio formato e con il tempo diventano soggetti preferiti dei suoi scatti i nudi sia maschili che femminili, ripresi in composizioni quasi rigide che a tratti ricordano il “modo di stasi” della statuaria classica.
Mapplethorpe lavora nel pieno della rivoluzione pop e new dada, a contatto con artisti come Andy Warhol, celebre il suo ritratto in uno scatto del 1986. Dello stesso anno  è il bellissimo ritratto della cantante Patti Smith, da sempre sua fonte di ispirazione, conobbe la cantante nel 1968, per la quale curò le copertine dei dischi.
Mapplethorpe continua lavorare e a fotografare nel suo modo preciso e impeccabile fino alla fine degli anni ottanta.
La biografia completa la potete trovare sul sito della “The Robert Mapplethorpe Foundation” .

“La mostra, proveniente dalla Robert Mapplethorpe Foundation di New York, comprende 178 fotografie e rappresenta un’occasione unica per ripercorrere, con un unico sguardo retrospettivo, il lavoro di Mapplethorpe, dalle prime polaroid alla sconcertante serie dedicata a Lisa Lyon, alle splendide immagini dedicate al corpo maschile, indagato e celebrato come mai prima di allora, all’omaggio alla sua musa Patti Smith, agli insoliti,teneri e malinconici ritratti di bambini.
L’estrema contemporaneità e la grande classicità di Mapplethorpe è tutta in questa possibile perfezione da raggiungere e da realizzare nel breve lasso di tempo di uno scatto, di una sessione di posa.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Contrasto.”

Tutte le informazioni  sulla mostra le potete trovare sul sito della Fondazione FORMA per la Fotografia

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Francesca Woodman, disordinate geometrie interiori

Dopo le ultime “retrospettive” di Siena e Milano, nel 2009, si torna a parlare dell’opera della giovane artista di Denver, nella mostra presentata lo scorso giugno da Giuseppe Casetti nella libreria-galleria “Il Museo del Louvre” a Roma (Francesca Woodman, photographs 1977-1981).

L’esposizione, oltre agli scatti del periodo romano, presenta stralci di diaristica, lettere e cartoline indirizzate agli amici, riflessioni personali estemporanee e appunti di lavoro; a conferma di quanto sia arduo scollare la produzione artistica della Woodman da quella che è la sua particolare vicenda umana. Il vouyerismo che le sue immagini ci inducono non riguardano solo il suo corpo, seminascosto tra pareti e oggetti di mobilio, ma anche i suoi pensieri e le sue parole. Esposti accanto alle minuscole stampe in bianco e nero ritroviamo infatti “fotogrammi letterari”, altrettanto intimi, spontanei e adolescenzialmente ingenui; “autoritratti” che forse, nonostante la disinvoltura della Woodman, non avrebbe mai inteso rendere pubblici. … Continua a leggere

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