Sony A9 – La recensione di Discorsi Fotografici!

A cura di Federico Emmi

Ci avviamo verso i dieci anni dall’introduzione delle fotocamere senza specchio e benché il mondo della fotografia digitale sia assolutamente recente, un senso di nostalgia continua a portare molti a credere che la “reflex” sia l’unico mezzo per fare fotografia, senza tralasciare gli immancabili sostenitori, al limite dell’integralismo, della pellicola. Eppure ci sono semplici caratteristiche da valutare per capire se una fotocamera digitale è valida o meno: risoluzione del sensore, gamma dinamica, sistema di messa a fuoco, ergonomia, qualità dei materiali. Quindi, come è facilmente intuibile, lo specchio, nella resa finale dell’immagine, è del tutto ininfluente, anche perché è impossibile capire guardando una fotografia se questa sia stata scattata con una reflex o con un non reflex. Ugualmente non esiste una correlazione tra ottima qualità dell’immagine e peso, giusto per polemizzare scherzosamente con i recensori che esaltano la leggerezza delle mirrorless come pregio.
La mirrorless di questa recensione è la nuovissima Sony A9, il cui modello di prova è messo a disposizione da Sony Italia con un evento organizzato appositamente per gli addetti ai lavori presso il maneggio La Vigna appena fuori Milano.

NOVITA’ – CORPO MACCHINA

La prima osservazione è che la fotocamera, pur conservando la ben conosciuta linea delle full frame serie 7, è differente, c’è infatti una seconda ghiera con la quale è possibile modificare la tipologia di drive, pertanto la velocità della raffica, il frame singolo o il bracketing. Mentre sotto la ghiera è stato aggiunto il selettore per AF singolo, continuo o manuale. Un upgrade analogico rispetto agli altri modelli che permettono le medesime impostazioni da menù tramite tasto personalizzabile.


Il selettore della scena invece, il cosidetto PASM, nella A9 ha un preset di memoria in più, quindi tre invece di due, scena e panorama sono stati eliminati ed è stata aggiunta la funzione S&Q (Slow and Quick motion) che rappresenta un miglioramento importante. Con la Sony A9 sono stati infatti potenziati I filmati in slow motion che possono essere registrati in Full HD 1080p fino a 120fps. Il frame rate può essere impostato da 1fps a 120fps sfruttando oltretutto l’intera area del sensore. Le due ghiere sono inoltre bloccabili.
Viste frontalmente tra la serie 9 e la 7 non c’è differenza, mentre sul retro ci sono grandi novità. La più richiesta è l’introduzione – finalmente – di un joystick direzionale per i punti AF. Riposizionato in punto decisamente più comodo il bottone per iniziare o fermare il video, non più posto all’angolo destro, ma vicino al mirino. I bottoni personalizzabili sono stati spostati e aggiunto quello “AF ON”, utilissimo, che permette di mettere a fuoco senza premere il bottone di scatto. Il display è collocato nella ormai classica posizione, ma adesso è touch. In linea generale, la nuova soluzione trasmette un senso di ordine e una marcata percezione di maggior spazio che ai fini pratici risulta molto utile per la memorizzazione immediata di tutti i comandi presenti.

Per quanto riguarda il lato sinistro, con la A9 sono stati introdotte le porte Ethernet (per un download dei contenuti più veloce) e quella per la sincronizzazione del flash. Non manca l’attacco Micro USB 2.0 – soltanto – con funzione multi e quello micro HDMI che consente un output video 4:2:2 a 8bit. Infine ingresso microfono e cuffie. Sul lato destro invece è presente solo l’alloggiamento delle memorie di storage immagini, con un comodo switch per bloccarne la chiusura. La novità, anche in questo caso attesa, è il doppio slot SD con il primo alloggiamento che riesce a supportare memorie UHS-II. Pregevole anche la scelta di stampare in maniera chiara e leggibile all’interno dello sportellino le diciture utili del numero di slot, il tipo di memoria supportata, la modalità di introduzione e estrazione della sd.


Per quanto riguarda le connessioni presenti, immancabili ormai NFC e WiFi, aggiunto però il Bluetooth che può essere utilizzato per il geotagging, risolvendo così la mancanza del modulo gps interno.
Sul fondo si scopre l’ultima grande novità, l’introduzione di una batteria più grande. La NP-FZ100 ha il doppio della capacità di quelle utilizzate con i modelli precedenti, sia della gamma A7 che per quella che parte dal modello a6000 fino a a6500, cioè la NP-FW50. Durata quindi di tutto rispetto 480 scatti dichiarati se si utilizza il mirino elettronico, 650 scatti usando il display LCD e con una riduzione dichiarata di consumo del 40% rispetto alla A7RII che, giusto per rinfrescare la memoria, arriva a circa 290 scatti con EVF e 340 con LCD. Il corpo macchina è realizzato con una lega di magnesio, resistente a polvere e umidità, ma come dichiarato da Sony, non al 100%.

SENSORE

Niente di nuovo per quanto riguarda la tecnologia del sensore, il già apprezzato BSI, retroilluminato di cui abbiamo ampiamente parlato nella recensione della A7RII apprezzandone la qualità. La novità è l’aggiunta di una memoria che si pone a metà tra il sensore e il processore, una tecnologia già adottata da Sony per sensori da un pollice e ultimamente sulla ASP-C a6500, e da ora, per la prima volta, anche su una full frame. Abituati a grandi quantitativi di pixel, in questo caso la A9 si presenta con “soli” 24 mega pixel, ma che ha permesso al lab test DXO di affermare “una delle migliori che abbiamo testato”. Nel confronto con la A7RII è qualche punto indietro, ma comunque sopra i 90 su 100. Come ormai è abitudine, anche in questo caso il punto di forza è la garanzia di una prestazione ad alti livelli quando si alza la ISO. Il supporto di memoria aggiuntivo “stacked”, montato per la prima volta su un 35mm, trasforma questo sensore in una macchina dalle prestazioni assurde in termini di velocità. In base a quanto dichiarato da Sony, 20 volte più veloce di un sensore sprovvisto di questo chip. Potenziato, per ovvie ragioni, il motore di elaborazione BionzX che con il sistema di acquisizione rende ulteriormente più veloce e più accurato il sistema di messa a fuoco, più reattivo il mirino elettronico e la funzione del riconoscimento dei volti.

VELOCITÀ – AUTOFOCUS

Sinteticamente: scatto continuo con 20 frame al secondo, scatto continuo senza latenza, calcolo AF/AE continuo 60 volte al secondo, infine otturatore silenzioso e privo di vibrazioni. Una mostruosità che potenzia e semplifica drammaticamente il lavoro di chi ha bisogno di tanti frame.
Nel dettaglio: il buffer è in grado di memorizzare 241 raw in formato compresso, circa 12 secondi di ripresa. Il risultato si ottiene usando una sd UHS-II, consigliate quelle della Sony serie G per una compatibilità totale. L’assenza di latenza è un’altra importante caratteristica, tra un frame e l’altro non c’è il nero o blackout, cioè il tipico effetto della raffica reflex. Quello che è positivamente sconvolgente è il modo con cui vengono calcolati gli automatismi della messa a fuoco e dell’esposizione. Ogni secondo, cioè ogni 20 frame nella situazione ottimale, il processore scansiona 60 volte la scena controllando i movimenti – tutti, compresi quelli imprevedibili o accidentali – e la variazione dell’esposizione, senza alcuna interruzione durante la ripresa. Praticamente i due sistemi automatici sono il massimo della tecnologia oggi in commercio. Infine grande attenzione allo scatto silenzioso, per permettere di scattare immagini durante quelle manifestazioni dove il silenzio è una componente importante. L’otturatore elettronico garantisce la quasi assenza di sfocato, espandibile a 1/32000 in modalità manuale o priorità di tempo, altrimenti il limite è 1/16000 che è comunque il doppio delle reflex. Il pregio dell’otturatore elettronico – a detta di Sony – è anche nella capacità di ridurre l’eventuale distorsione di ciò che si muove sulla scena, ma le situazioni in cui questo potrebbe avvenire sono limitate.
Sul lato dell’AF, Sony ha davvero fatto un balzo in avanti, se qualcuno dovesse scrivere o dire che le mirrorless sono ancora imprecise nella messa a fuoco, nominate A9. Se infatti la A7RII ha fatto scalpore per i suoi 325 punti di messa a fuoco permettendole di coprire quasi la metà della scena; la A9 arriva solo a 693 di punti in phase detection, coprendo, sempre solo, il 93% della scena. Un incremento notevole al quale si aggiunge un aumento della velocità di funzionamento nell’agganciare un soggetto pari al 25%. Praticamente sbagliare la messa a fuoco è impossibile. Va anche ricordato che la A9 eredita il sistema predittivo 4D già conosciuto nei modelli precedenti. A giovare di tutta questa velocità e precisione è anche il tracking del viso. La funzione Eye AF, molto utile laddove si vuole catturare l’espressione di una persona seguendola sempre, è ora più efficiente, del 30% rispetto alla seconda serie A7. Allo stesso modo è stata potenziata l’area di messa a fuoco spot estesa, davvero comoda quando si vuole tenere a fuoco un soggetto che però si muove entro uno spazio limitato, perché la fotocamera in automatico si sposta sui punti immediatamente vicini rispetto al punto selezionato. Superfluo dire che l’AF funziona perfettamente fino a una quantità di luce pari -3EV. Inoltre, cosa assolutamente gradita, la A9 permette di registrare i diversi tipi di messa a fuoco utilizzati, quindi custom, passando facilmente da uno all’altro con la pressione di un solo bottone.

ALTRE CARATTERISTICHE

Altra particolarità che arricchisce ulteriormente la Sony A9 è il mirino elettronico. Un Tru-Finder Quad-VGA OLED da 3.686 milioni di punti, quello della A7RII si ferma a 2.36 milioni, quindi una risoluzione migliorata aggiungendo circa il 40% in più di punti. Frequenza di refresh pari a 120 fps, utile per visualizzare fluidamente i soggetti in movimento. Immancabile lo stabilizzatore a 5 assi, ma cosa più interessante e utile è il menù, nuovo e decisamente più ricco di funzioni. Il manuale di istruzione in questo caso va studiato a fondo, perché altrimenti si rischia di non sfruttare a pieno le potenzialità della macchina che soddisfa le esigenze, tutte, dei fotografi sportivi. La customizzazione è notevole, come detto soprattutto per la sezione di messa a fuoco, tra le altre cose in funzione anche dell’orientamento della fotocamera.

IMPRESSIONI DI USO E CONCLUSIONI

La prova sul campo, in questo caso un maneggio, si è svolta con l’aiuto di un ospite d’eccezione, il simpaticissimo Amedeo Novelli, ottimo fotografo e Ambassador italiano Sony.
Il feeling con la macchina è incredibile, più leggera della A7RII, è più maneggevole, la disposizione dei bottoni più intelligente e con l’introduzione della seconda ghiera la A9 aggiunge una caratteristica fondamentale, quella di essere molto fotografica. Il progetto NEX infatti prevedeva inizialmente l’eliminazione dei bottoni, ma i fotografi hanno chiesto a gran voce di abbinare alla impressionante tecnologica un settaggio analogico. Manca ancora il selettore delle ISO, ma potrebbe essere una novità nei futuri modelli. Comoda invece la doppia rotella per il tempo e il diaframma, come il bottone di messa fuoco, che potrebbe sembrare superfluo teoricamente, ma nella pratica utile. Non si può sperare di mettere a fuoco con il bottone di scatto premuto a metà perché qualche frame sicuramente viene registrato e per qualche frame bisogna sempre ricordare che in un secondo la A9 arriva a memorizzarne 20, quindi ottima scelta quella di introdurlo. Il test è stato faticoso per il gran caldo che ha affaticato molto velocemente anche i cavalli. Comunque un’ora è stata sufficiente per capire che la fotocamera è strepitosa. Ergonomica, leggera, anche con il battery grip, finalmente con una durata della batteria che consente di concentrarsi sulla fotografia, la Sony A9 è la migliore fotocamera sportiva mai prodotta fino a questo momento. La raffica e il buffer sono imbarazzanti, impensabile ottenere le stesse prestazioni con una reflex. Anche impostando il raw in modalità non compressa, si rimane esterrefatti e la prova è stata fatta usando una memoria che arriva a 95 mega al secondo in scrittura, la serie G della Sony arriva a 299 mega al secondo al secondo, in attesa che introducano lo slot XQD, davvero niente male. L’unica avvertenza semmai è che occorre prendere in seria considerazione l’idea di fare scorte di SD, perché il tempo di esaurirne una è molto veloce. Il mirino elettronico rinnovato è molto preciso, tra l’altro senza il blackout nella raffica si può seguire la scena con facilità. Da un punto di vista della gamma dinamica e cromatico, il sensore BSI è una garanzia, in post produzione infatti è possibile intervenire con maggiore libertà, soprattutto in situazioni di scarsa luminosità dove il recupero non pregiudica la qualità.
Per quanto i riferimenti alla A7RII sono continui, la A9 non è orientata ai fotografi che già conoscono Sony, quanto a chi non si è lasciato ancora sedurre. L’àmbito di utilizzo più idoneo è certamente la fotografia sportiva, l’uscita ethernet è adatta proprio a quei professionisti che lavorano con un notebook accanto per inviare le immagini alle agenzie. Anche alcune funzioni privilegiano questa ambito lavorativo, come ad esempio la modalità di misurazione highlight e average, per cui la fotocamera rileva l’area più luminosa per evitare che le alte luci siano bruciate (highlight) e mantiene l’esposizione corretta quando varia la composizione (average); così come la priorità AWB che ora è impostabile su ambience o white, vale a dire, dando la priorità in base al tipo di illuminazione o in base al bianco. Il jpg della fotocamera è poi già utilizzabile, i preset di fabbrica sono oltre gli standard visivi dell’editoria digitale, ricordando che in modalità jpg il buffer della raffica registra “solo” 362 immagini. Questo per evidenziare che le necessità di chi fa fotografica sportiva sono completamente soddisfatte.
Un altro ambito di utilizzo da non sottovalutare è la fotografia di matrimonio, certamente meno veloce di quella sportiva, ma sfruttando tutta le caratteristiche di velocità e messa a fuoco, è possibile avere un maggior numero di frame su cui operare la scelta finale dell’album. Stesso discorso vale per la fotografia di eventi musicali o teatrali, dove si ha tra le altre cose la garanzia di un AF che funziona anche in scarse condizioni di luce.
Tutt’altro discorso per gli amanti dei sensori con molti megapixel. Una versione R della A9 non è esclusa, nel senso che non c’è nessun limite tecnologico, ma stabilire quando e se verrà introdotta sul mercato è molto complicato perché In fondo la A7RII nel suo ambito di utilizzo è la migliore fotocamera che c’è.
Le caratteristiche di velocità della A9 non si adattano molto a quelle di una fotografia still. Con molta probabilità l’evoluzione della A7R che potrà, per ragioni commerciali, cambiare nome in A9-R non stravolgerà il concept, verosimilmente verranno risolte alcune criticità come la durata della batteria e l’ergonomia complessiva, magari verrà aumentata la risoluzione del sensore, ma ormai Sony ha diversificato con chiarezza i segmenti: sportivo, still, video-fotografico. Dopo di che le differenze possono essere solo di features presenti, qualità dei materiali, di nome e quindi di prezzo.
Anche per i video reporter, la A9 non è la fotocamera giusta se la profondità colore a 10bit e il profilo S-Log sono le caratteristiche indispensabili. Anche in questo caso è possibile ragionare su una versione S della A9.
Il prezzo della Sony A9 indicativo supera i 5000 euro, quindi è una macchina per professionisti e per la tecnologia presente e la cura dei dettagli, perfettamente giustificato.
La conclusione è rivolta a tutte le persone che nelle varie parti del mondo lavorano nel settore imaging di Sony e che comunicano direttamente con la casa madre. La A9 è realmente una loro conquista, ottenuta con infaticabile lavoro, ascoltando tutti quelli, piccoli e grandi, che con la divulgazione fotografica lavorano.
Finalmente è arrivata la mirrorless Sony che aspettavamo!

La dimostrazione della raffica di 20 fps!

 

Alcuni scatti di prova (click per ingrandire)

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