Canon Selphy CP 1200 – La recensione di Discorsi Fotografici

A cura di Silvio Villa

Da 15 anni a questa parte, se da un lato il mondo della fotografia digitale ci ha stupito con prodotti che permettevano di ottenere risultati quasi da professionista con sempre meno sforzo, dall’altro ci ha portato a perdere il contatto fisico con i suddetti risultati, relegando sempre più la fruizione delle immagini da noi catturate al mondo totalmente digitale dei monitor, smartphone ed affini. Ammettiamolo, non si stampa più; sicuramente non più come una volta, e questo fenomeno potrebbe davvero portarci verso quel “deserto digitale” ipotizzato dal vicepresidente di Google Vint Cerf qualche anno fa: “Se tenete ad una foto, stampatela” fu la frase pronunciata proprio da chi ha costruito la propria carriera nel mondo digitale.

Forse di recente questa tendenza si sta invertendo, i manuali di stampa fotografica stanno riscuotendo un sempre maggiore successo, i laboratori di stampa offrono un ampio spettro di possibilità a prezzi contenuti e i grandi e piccoli produttori stanno aumentando l’offerta di soluzioni per la stampa personale. Una di queste, tra le più interessanti, è la serie Selphy di Canon che offre un rapporto qualità/prezzo/portabilità tra i migliori sul mercato.

Grazie a Canon Italia abbiamo avuto la possibilità di testare estensivamente proprio l’ultimo modello di Selphy, la CP1200, e di condividere la nostra positiva esperienza come segue.

Portabilità e qualità a costi ridotti

La prima cosa che si nota in questa stampante è sicuramente il ridotto ingombro, con soli 18.0 x 13.7 x 6.3 cm la stampante può essere facilmente inserita in una borsa e trasportata con facilità; questa caratteristica può essere comoda in diverse occasioni, immaginiamo ad esempio eventi in cui è importante stampare al volo le foto dei momenti salienti oppure, come nel caso di alcuni corsi di fotografia, stampare al volo le foto scattate dai partecipanti per utilizzarle come base di editing di progetto. Le ridotte dimensioni non sacrificano affatto la qualità di stampa, che risulta pari o superiore a quella dei laboratori che si trovano nei centri commerciali, con colori vivi e dettagli accettabili. I mezzi toni sono armoniosi e ben distinguibili, le ombre risultano invece poco definite, difficile ad esempio distinguere il pelo di un gatto nero protagonista delle nostre prove, mentre le luci sono accettabili ed il risultato finale, come già detto, leggermente superiore alle attese. Il tutto con costi che si aggirano intorno ai 30 centesimi di euro a stampa per il formato 10×15 cm che, sebbene superiore ad alcuni servizi online, porta con sé tutta la comodità ed il piacere di una stampa fatta in casa.

Connettività semplice

È possibile inviare la foto da stampare in innumerevoli modi: tramite cavo USB collegato direttamente al PC, tramite pennetta USB, scheda SD, connessione diretta con fotocamere dotate di tecnologia PictBridge e connessione WI-FI sia direttamente ad una rete esistente che come Access Point per smartphone sui quali è installata l’applicazione ufficiale Canon Print.

Stampa termica user friendly

La gestione della carta e degli inchiostri è estremamente semplice, i fogli sono caricati in un cassetto che può contenerne fino a 18 e la cartuccia si cambia aprendo uno sportello laterale, premendo un pulsante di sgancio e sostituendola con una nuova. Durante le nostre prove entrambe le operazioni sono state effettuate anche da una bambina di 7 anni che non ha avuto nessuna difficoltà di esecuzione. Canon offre i ricambi in comode scatole che contengono sia i fogli che la cartuccia con quantità di inchiostro necessaria per stampare quel determinato numero di fotografie; in questo modo si possono sostituire facilmente entrambi gli elementi in un unico passaggio. I fogli sono disponibili nei formati 100×148 mm, 54x54mm per stampe quadrate alla Instagram, formato carta di credito 54x86mm e mini adesivi, negli ultimi tre casi è necessario però disporre di un cassetto acquistabile a parte.

Impostazioni rapide 

La stampante dispone di un comodo display LCD con il quale gestire le operazioni di base, la connettività, la qualità di stampa, avere una preview della foto stampate e scegliere le differenti opzioni (è possibile ad esempio stampare data e ora direttamente sulla foto). Il menu è semplice, con poche opzioni e quindi facilmente gestibile, soprattutto dato il target commerciale al quale questo prodotto è rivolto. Molte impostazioni del menu le ritroviamo anche nelle app dedicate, sia per iOS che per Android.

Le nostre prove di stampa

La Selphy CP1200 è stata sottoposta a diverse prove, per testarne la versatilità e la possibilità di utilizzo in contesti differenti. La risoluzione di stampa è di 300×300 DPI che va più che bene per il formato 10×15 e la tipologia di foto che in genere si stampa con prodotti di questo tipo.

Stampa tramite connessione da app iOS: una volta scaricata la app ed impostata la stampante in modalità Access Point, la connessione da iPhone è risultata rapida e stabile. L’invio della foto alla stampante deve essere fatto tramite scelta della fotografia direttamente dalla app, con limitate possibilità di filtrare le fotografie. La comodità della gestione dell’app Foto di iOS si perde un po’ nella app Canon, se si cerca una foto di un particolare luogo o periodo temporale si deve scorrere all’indietro tutto il rullino. Questo piccolo problema si risolve se si utilizza la stampa in modalità AirPlay. I tempi di stampa si aggirano intorno ai 90 secondi, 40 circa per inviare la foto alla stampante e 50 per la stampa vera e propria. Non è possibile agire molto sul layout finale o sulla qualità di stampa, ma abbiamo notato risultati migliori utilizzando la funzione di automiglioramento dell’immagine impostabile direttamente tramite il display della Selphy. È possibile mandare in stampa più di una fotografia per volta, ma bisogna stare attenti alle proporzioni: fotografie quadrate o troppo poco risolute saranno infatti respinte dalla coda di stampa.

Stampa tramite connessione da app Android: l’esperienza di utilizzo nella stampa da Android tramite la app Canon Print è risultata praticamente identica a quella da iPhone, a parte qualche problema di connessione iniziale rapidamente risolto ed una gestione e ricerca delle immagini più in linea con l’uso del sistema operativo di Google. Per quanto riguarda i tempi di stampa, questi sono leggermente scesi, attestandosi intorno agli 80 secondi; la qualità di stampa è risultata la medesima, come era facile aspettarsi.

Stampa tramite pennetta USB e scheda SD: nessuna differenza in termini di qualità, ma tempi decisamente più brevi e legati solo alla fase di stampa (60 secondi in tutto). La scelta delle foto da stampare tramite display LCD è un po’ macchinosa ma funzionale.

Stampa tramite connessione WI-FI in modalità AirPrint: dopo aver connesso la stampante al WI-FI casalingo, operazione immediata e guidata utilizzando il menu della Selphy, abbiamo provato la stampa delle stesse foto degli esempi precedenti registrando solo una differenza in termini di tempi di esecuzione. Infatti attraverso WI-FI questi si sono allungati di circa 40 secondi sia stampando da iPhone che da Macbook attestandosi quindi intorno ai 2 minuti e 15 secondi per ogni stampa. Anche in questo caso non è possibile intervenire molto su dimensioni, ritagli ed impostazioni personalizzate di stampa, ma questo dipende anche dalla gestione dell’applicazione Foto, sia su iPhone che su Macbook.

Stampa tramite connessione WI-FI utilizzando Adobe Photoshop: con Photoshop, o applicazioni affini, è possibile intervenire in maniera più approfondita in fase di stampa. La principale difficoltà riscontrata nell’applicazione di un flusso di stampa professionale sta nel fatto di non disporre di un profilo colore ufficiale da parte di Canon e di aver trovato in rete solo profili a pagamento creati da professionisti del settore; questo ha impedito la possibilità di fare il soft proofing della foto da stampare; non è stato neanche possibile disattivare la gestione automatica del profilo colore da parte della stampante, cosa che impedisce a Photoshop di prendere il controllo totale della resa finale (in ambiente Mac OSX, la stessa cosa non è stata però testata in ambiente Windows per il quale il discorso potrebbe quindi non valere). Abbiamo invece riscontrato maggiore versatilità nella scelta del layout di stampa rispetto alle app smartphone. La qualità finale non è cambiata molto, i tempi di stampa sono in linea con l’esempio precedente (2 min e 15 secondi). Di conseguenza l’utilizzo di questa stampante con Photoshop aggiunge poco dal punto di vista delle possibilità, a meno che appunto non si disponga di un profilo colore.

Conclusioni

Se è vero che la fotografia digitale ci ha liberato dalle spese di stampa delle foto venute male e ci ha permesso di scattare di più, è anche vero che oggi abbiamo la possibilità di stampare una selezione delle nostre foto per poter conservare le opere migliori, o comunque importanti per i più disparati motivi, senza paura di dischi danneggiati o foto cancellate per sbaglio. La carta, gli inchiostri ed il processo di stampa della Selphy CP1200 garantiscono foto che durano almeno 100 anni, come dichiarato da Canon, e questa piccola stampante garantisce anche quel divertimento ed emozione legato da sempre allo sviluppo ed al contatto fisico con le proprie fotografie. La Selphy CP1200 è un prodotto consigliato sia agli amatori che a coloro che prendono seriamente la fotografia, soprattutto grazie al prezzo contenuto ed alla trasportabilità. In termini di qualità generale non attendiamoci dettagli estremamente risoluti o gamma dinamica da stampa fine art, come è normale in questa serie di prodotti, per quanto l’impressione generale a stampa effettuata è di sicuro molto positiva e il divertimento è garantito.

 

 

 

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