Anteprima novità Sony

 

 

Negli ultimi mesi Sony ha continuato a rinnovare la gamma di prodotti fotografici: nel segmento reflex con l’attesissima A99II, nelle mirrorless a sorpresa con la a6500, nelle compatte con la RX100M5 e la RX10M3, infine negli obiettivi con il G Master FE 100mm F2.8 STF OSS e FE 85mm F1.8, questi ultimi due di fresca presentazione.
Normalmente gli esemplari per le recensioni ci vengono spediti, questa volta però Sony Italia ha deciso di riunire gli addetti per una preview, prima del solito giro.
Abbiamo quindi incominciato la giornata presso la sede Sony Italia a Milano con una bella presentazione.  Nell’introduzione il punto della situazione con il confronto tra i traguardi da raggiungere e quelli effettivamente raggiunti, in questo caso, la sintesi si è focalizzata sulle lenti full frame mirrorless FE, dove a fine 2013 Sony aveva promesso che entro 2 anni ne avrebbe introdotte sul mercato 20, il parco a inizio 2017 è composto da 22, alle quali si aggiungono quelle appena presentate, il 100mm e l’85mm, per un totale di 24 ottiche, vale a dire un ritmo di produzione di un’ottica e mezza al mese. Promessa mantenuta con una ulteriore certezza emersa nel briefing, Sony ha le idee chiare e intende puntare in alto, offrendo cioè un livello di qualità delle ottiche sempre più in linea con quella dei sensori. A questo proposito, il clou dell’evento è stato il nuovo obiettivo – capolavoro e unico esemplare a nostra disposizione – della serie G Master: il 100mm F2.8 STF OSS.

 

Brevemente, la gamma GM rappresenta il fiore all’occhiello della serie FE ed è sintetizzata nello slogan azzeccato: “Gli obiettivi di domani oggi”, dove la filosofia di fondo è quella di realizzare la perfetta fusione tra risoluzione e sfocato, ovvero tra fotografia e video. Qui il primo contatto con il grande lavoro di ingegneria Sony. Partendo dalla tecnologia Minolta, STF Smooth Trans Focus, un sistema eccezionale capace di creare una sfocatura impressionante, presente su una delle lenti più strepitose mai prodotte, il 135mm F2.8 con fattore di riduzione T4.5, Sony è riuscita ad aggiungere il sistema di messa a fuoco automatico. Il risultato è appunto il 100mm F2.8 STF GM OSS, risoluzione suprema e bokeh senza precedenti.
Normalmente con una bassa aberrazione cromatica, la risoluzione è molto alta, ma il bokeh è molto duro. Viceversa, con una aberrazione alta, la risoluzione si abbassa e il bokeh diventa più morbido. Sony è riuscita a prendere entrambi i pregi, esattamente alta risoluzione, cioè ben 50 linee per millimetro, e morbidezza, grazie all’introduzione dell’elemento di Apodizzazione (APD).
Una ricca costruzione fatta di 10 gruppi / 13 elementi, un elemento asferico che rimuove l’aberrazione nelle aree periferiche della lente, un elemento in vetro ED che rimuove l’aberrazione cromatica, infine posto circa a metà, l’elemento apodizzante, che può essere assimilato a un filtro a densità neutra – da qui la riduzione di luminosità indicata dal numero T – che gradualmente incrementa la densità del perimetro esterno.

Come detto, la vera novità è il sistema di messa a fuoco automatico, affidato al Direct Drive SSM (Super-Sonic Motor), assolutamente preciso e silenzioso, dove l’elemento piezoelettrico, l’anima del motore, il meccanismo che materialmente sposta avanti e indietro il gruppo di lenti, si spande e si contrae alla velocità di oltre 50.000 cicli/sec. con una corsa di 1/1000mm.
La caratteristica principale del bokeh è certamente la morbidezza, ma la perfetta circolarità è una caratteristica molto richiesta. Sony ha ottenuto un cerchio perfetto con un’apertura circolare a 11 lamelle. L’altra grande particolarità di questa lente è la modalità macro. Ci troviamo davanti allo stato dell’arte, ci si può avvicinare fino a 0,57m con un fattore di ingrandimento di 0.25x.
Nella breve prova (un unico esemplare in preview italiana) abbiamo potuto apprezzare la qualità costruttiva, un corpo in metallo tra l’altro resistente alla polvere e all’umidità. Quello che ha sorpreso è l’ergonomia, cosa strana quando si parla di un obiettivo, ma in questo caso è necessario sottolineare alcune caratteristiche. La ghiera dei diaframmi, come per tutte le lenti STF,  è espressa in valore T, cioè in funzione della riduzione della luce; il selettore per attivare o disattivare il click dell’apertura, eliminare il suono durante la ripresa video per cambiare la messa a fuoco è molto comodo; bottone per la modalità macro, selettore per passare da AF a MF, quello per disattivare lo stabilizzatore, l’anello per focheggiare in manuale offre la giusta resistenza, infine il pulsante per mantenere il punto di messa a fuoco, incredibilmente comodo.
In sintesi: elemento ottico apodizzante APD che garantisce un bokeh supremo, autofocus rapido, preciso e silenzioso grazie al motore Direct Drive SSM, rivestimento nano AR per ridurre effetti flare e ghost, stabilizzatore di immagine, infine resistente alla polvere e all’umidità, tutto per un prezzo consigliato di 1.850€, una spesa che si dimentica al primo utilizzo.
La gamma G Master attualmente è composta anche dall’85mm F1.4, dal 24-70mm F2.8, dal 70-200 F2.8, due convertitori con fattore 1.4x e 2x. L’ipotesi è che in futuro venga realizzata una lente prime dalla focale corta, un grandangolo.

La seconda lente presentata è l’85mm F1.8 dal prezzo contenuto, 650€, probabilmente sarà un best seller, permette di avere dei buoni risultati. Il corpo dell’obiettivo è realizzato in alluminio, resistente a polvere e umidità, ha il pulsante per mantenere il punto di messa a fuoco e il selettore per attivare AF o MF.
Velocemente si è parlato poi del nuovo HVL-F45RM, flash wireless radio compatto e molto potente, controllabile fino a 30 metri di distanza, per poi passare all’approfondimento della a6500, necessario perché al momento della sua presentazione in molti erano rimasti delusi, visto che il modello a6300 era stato appena commercializzato.
In effetti la a6500 per la sua forma può trarre in inganno, il layout è esattamente identico al modello a6300, nella sostanza invece le fotocamere sono diverse e come giustamente è stato sottolineato, completano la gamma aps-c, che diventa così speculare a quella A7.
Le due novità di questa fotocamera sono: il chip di acquisizione LSI che permette in tandem con il Bionz X di avere un buffer mostruoso, 269 frame, oltre a migliorare ulteriormente sia la riduzione del rumore che i dettagli; lo stabilizzatore a 5 assi il cui funzionamento è lo stesso di quello introdotto nella serie A7. AF identico, ma ora gestibile anche da display che è touch, il punto di messa a fuoco si può selezionare proprio con il dito mentre si guarda nel mirino. Altre due caratteristiche nuove presenti su questo modello sono il quick motion e slow motion, il primo permette riprese in qualità Full HD selezionabili da 1 fps a 100 fps per un quick motion 50x e il secondo uno slow motion 4x. È poi possibile, altra novità, estrarre immagini da 8 megapixel dalle riprese 4K. Il grip è più comodo per quanto la forma del corpo è praticamente invariata, l’otturatore poi è testato per durare oltre 200.000 cicli, una enormità, irrobustito l’innesto delle lenti, per rispondere all’esigenza dei video maker, può essere alimentata tramite usb anche durante l’utilizzo e il display è orientabile. Durante l’utilizzo abbiamo apprezzato il design del menu, migliorato principalmente nell’estetica, il funzionamento è rimasto invariato. La raffica è impressionate, manca purtroppo l’uscita a 10bit per il formato 4k, una scelta commerciale che presto andrà colmata.
È stata poi la volta della A99II, la migliore reflex di sempre, imbattibile sotto ogni punto di vista, in questo segmento non c’è competitor che possa vantare un’offerta analoga, in termini di qualità di immagine e video. Non c’è da elencare molto, perché tecnologicamente ha tutte le caratteristiche della A7RII, aggiungendo il processore di acquisizione LSI. Unico difetto, per chi è ormai abituato alle mirrorless, è il peso.
Le nuove RX10M3 e la RX100M5. La prima non ha grandi novità, se non il nuovo obiettivo, un 24-600mm F2.4-4, la versione M2 ha il 24-200mm F2.8, per il resto le caratteristiche sono le medesime: Exmor RS™ da 1’’ Stacked con memoria DRAM, otturatore anti Rolling-shutter 1/32.000 sec, Fast AF, HFR 1.000 fps, Super Slow Motion 40x, Video 4K, Picture Profile S-Log2, Rivestimento T* sul Mirino.
Le novità dellla RX100M5 rispetto al modello precedente sono invece nel chip di acquisizione LSI, nel super slow motion 40x con doppia lunghezza di registrazione e il Fast Hybrid AF.
Qui abbiamo un primo esempio di come una tecnologia importante venga implementata anche su modelli più economici, un’ottima scelta a nostro avviso.

Per la prova Sony ci ha portato a fare un giro attraverso una Milano poco frequentata turisticamente, aiutata in questo dall’associazione culturale “Città nascosta Milano”. Un giro molto bello con un’ottima guida, preparata e appassionata, vale la pena citare la visita presso il convento delle Orsoline in via Lanzone dove abbiamo potuto apprezzare la copia de “La Vergine delle Rocce” di Leonardo realizzata dall’allievo Francesco Melzi, una vera chicca. Inoltre è stata anche l’occasione per conoscere uno dei sei fotografi del progetto “Sony Global Imaging Ambassadors”: Maki Galimberti, persona di grande simpatia, oltre che fotografo affermato.
Gli altri fotografi del gruppo sono Alfredo D’Amato, Luigi Baldelli, Alessandro Grassani, Amedeo Novelli e Davide Monteleone che per una serie di imprevisti non ci hanno potuto raggiungere, ma che speriamo di incontrare in altre occasioni.
Durante il giro, a modo di improvvisazione, una bella performance di break dance e la presenza di una modella, ci hanno permesso di concentrarci sulla A99II, il 100mm, qualche scatto con la a6500 e la RX100M5.
La A99II è perfetta, dalle dimensioni piccole, ha una ergonomia incredibile, ogni bottone è facilmente raggiungibile anche in fase di scatto. Quello che lascia senza parole è il sistema di messa a fuoco, velocissimo e precisissimo, ma soprattutto il buffer durante la raffica si è riempito dopo 20 frame, con il solo dettaglio che ogni frame è da 80 mega, cioè un raw non compresso alla risoluzione piena di 42 megapixel. Apprezzabile poi la durata della batteria, uno dei nei delle Sony A7, inoltre da non sottovalutare lo stabilizzatore sul sensore, di fatto rende ogni obiettivo stabilizzato. Nel confronto con la concorrenza la A99II vince ovunque, anche nel prezzo. Da non sottovalutare poi il fatto che Sigma, produttore di lenti di terze parti, offre un servizio di modifica dell’attacco delle nuove lenti Art, Contermporary, Sport, che potrebbero invogliare molti al passaggio a Sony.
Per quanto riguarda la a6500, il contatto con la macchina ci ha fatto capire che si tratta effettivamente di un modello diverso dalla a6300, più curato, anche nel menù, probabilmente orientata a un target più esigente, visto anche il prezzo. Da un punto di vista operativo, le differenze sono poche, la macchina pur vantando la presenza dello stabilizzatore, utile per le riprese video, si comporta esattamente come il modello intermedio. Comodo invece il display touch. La mancanza dell’uscita a 10bit sull’hdmi sarà una caratteristica che potrebbe influenzare molto i video maker in fase di scelta. Invece, passare dalla A99II alla a6500 si sente, certamente la seconda è più leggera, ma per il nostro modo di fare e intendere la fotografia, non è abbastanza ergonomica. A nostro parere, come già espresso, il layout del segmento mirrorless va rivisto, in Sony però ci tengono a precisare che è solo una questione di abitudine, ma noi siamo per una esperienza di utilizzo senza compromessi. In questo senso ci aspettiamo una fotocamera che metta insieme le migliori caratteristiche della A99II con quelle della A7.
La RX100M5 è una bella compatta professionale, molto comoda, piccola (si infila addirittura nella tasca anteriore dei jeans senza produrre fastidi), ma con una qualità di immagine importante. La resa cromatica è piacevole, parliamo di un sensore da un pollice, l’apertura massima a F1.8 restituisce sfocati abbastanza morbidi. Il raw è generoso, tanto che la conversione in bianco e nero dà grandi soddisfazioni. Il girato in 4k è molto pulito (nel video di esempio potete apprezzare le raffiche delle A99II e delle a6500). Una compatta da prendere certamente in considerazione, anche perché è un progetto che via via è stato arricchito di caratteristiche. Nel confronto con il modello precedente, da non sottovalutare la presenza del chip di acquisizione LSI che in fase di utilizzo mostra tutta la sua utilità. La durata della batteria è soddisfacente, quattro video in alta risoluzione e una serie di scatti a alte iso, ci hanno permesso un utilizzo di quasi 3 ore.
Il clou della sessione di prova è stato il 100mm FE. Semplicemente strepitoso, guardare le immagini a monitor è sconvolgente, tra la slide di presentazione e la prova effettiva non c’è alcuna differenza, nessuna formula marketing per gonfiare il prodotto, è davvero una lente incredibile. Le tre foto a corredo, scelte per la dimostrazione, rendono già l’idea. Parliamo di una prova improvvisata, qualche scatto giusto per “assaggiare”, senza una illuminazione assistita. Colpisce molto la graduale sfocatura, la morbidezza del piano sfocato, la ricchezza dei colori e l’incredibile quantità di dettagli. Con questa lente, più in generale con la serie GM, si fa fotografia sul serio. Niente interventi in post produzione, sfocati artificiali affidati alla curva gaussiana. Un ritaglio, eventualmente, e la foto è pronta per la stampa. In questo il corredo di lenti GM permette di riformulare tutto il flusso di lavoro, soprattutto quello del così detto sviluppo, che spesso è estenuante.
Unico rammarico è non aver potuto provare le altre lenti della serie GM, ma c’è proprio un problema di scorte non imputabile a Sony Italia.
Ci siamo salutati con una richiesta da avanzare alla casa madre: una fotocamera totalmente bianco e nero con sensore retroilluminato, full frame.

 

 

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