Canon G1X Mk II – La recensione di Discorsi Fotografici!

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A cura di Mirko Bonfanti

INTRODUZIONE

La contrazione delle vendite del settore compatte degli ultimi anni ha dettato la tendenza, da parte delle maggiori case costruttrici, di proporre delle soluzioni fotografiche che unissero dimensioni ridotte a funzionalità avanzate. Da questo connubio nasce il segmento ‘compatte prosumer’, per indicarne la vocazione professionale.

Sono macchine curate sotto ogni aspetto, partendo dalla costruzione, passando per i controlli manuali ed una completezza di funzioni, e, non ultimo, un sensore di dimensioni più generose. Una scelta di questo tipo si indirizza ad un tipo di clientela più avanzata, che ricerca la massima prestazione anche in apparecchi meno professionali, come secondo o terzo corpo per uscite più leggere.

La Canon G1X Mark II nasce proprio da questa idea, incarna ed evolve le già buone caratteristiche possedute dalla precedente versione, perde il mirino ottico, in favore di un mirino elettronico (purtroppo venduto separatamente come optional), migliora la costruzione – struttura in lega di magnesio – e la robustezza e solidità del corpo.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Il sensore è una unità da ben 1,5 pollici e 12.8 Mpx è assistito da un processore Digic6. Degno di nota è il nuovo reparto ottico, costituito da un obiettivo con 14 lenti in 6 gruppi, tre lenti asferiche, zoom 5x 24-120mm equivalente, stabilizzato e molto luminoso, con apertura f2-3,9 con la presenza di un diaframma a 9 lamelle.

La macchina è dotata di un interessante filtro ND incorporato che permette di aggiungere 3 stop alla ripresa, in modo da facilitare l’uso di aperture ampie anche in condizioni di forte luminosità. Inoltre sono presenti due ghiere: una per la messa a fuoco, l’altra per regolare parametri quali diaframma, iso o altre funzioni personalizzabili.

E’ stato rinnovato e migliorato anche il reparto autofocus, ora più reattivo e veloce, con 31 punti di rilevamento a contrasto. Altra funzione molto apprezzata, in una macchina priva di mirino, è la possibilità di utilizzare il touch da monitor – basculante, da 3 pollici – e il Manual Focus Peaking, per ottenere un’accurata messa a fuoco.

Immancabili, in un apparecchio moderno, WiFi e NFC, con applicazione dedicata su telefono e tablet, per la gestione dello scatto e del backup. Le migliorie ed implementazioni rispetto al modello precedente fanno della nuova G1X Mk II quasi una macchina nuova.

Per le caratteristiche complete si rimanda alla scheda tecnica presente sul sito Canon.

IMPRESSIONI D’USO

Anche se non esattamente facile da riporre nel taschino della giacca, risulta comoda da trasportare e il suo peso (quasi 600 grammi) non risulta mai un problema. Anzi, proprio in virtù delle sue qualità dimensionali, in fase di scatto è stabile e si impugna bene. Il pulsante di scatto è decisamente troppo sensibile alla pressione, mentre la durata della batteria è appena discreta e si attesta intorno ai 250 scatti, il che obbliga ad una scorta nelle sessioni lunghe.

In ripresa l’autofocus risulta buono in quasi tutte le situazioni con sufficiente luminosità e contrasto, diventa incerto nelle situazioni opposte. Le ottime caratteristiche tecniche permettono di arrivare ad una qualità di immagine molto buona e paragonabile, in molti frangenti, ad una reflex aps-c.

Le foto risultano dettagliate e contrastate, nitide e risolute, con un piacevole sfocato, rumore ben contenuto se paragonato a macchine della stessa fascia. La minima messa a fuoco è di appena 5 cm, unita alla sopra citata qualità dello sfocato, consente di scattare delle decorose foto ravvicinate. Inoltre il file generato è ben lavorabile via software. Ci si può spingere fino agli 800 iso scattando in raw (14 bit) senza preoccuparsi troppo del rumore.

Ad essere puntigliosi, si può lamentare una perdita di dettaglio e una mancanza di pulizia nelle ombre e nelle parti scure dell’immagine, come da (purtroppo) tradizione dei sensori Canon. L’uso della G1X Mk II richiede un impegno ed una maggiore consapevolezza da parte dell’utente rispetto ad una classica compatta. Per sfruttarne appieno le doti è necessario prendere confidenza con le impostazioni e la disposizione dei comandi. Perciò non è una macchina consigliabile a chi cerca un’esperienza punta e clicca.

CONSIDERAZIONI FINALI

Nonostante la ricca dotazione e qualità generale, alla sua connotazione di tuttofare avrei preferito una scelta più coraggiosa da parte di Canon. Una tale cura e ambiziosa progettualità, è meritevole di un oggetto più raffinato. Costruire una macchina più specifica con ottica fissa (tipo 35mm equivalente, ad esempio), ne avrebbe sottolineato ancora di più la qualità e la portabilità, caratterizzando maggiormente un apparecchio a cui è difficile assegnare una vera identità. Ne avrebbe giovato, ad esempio, l’uso nella street photography e avrebbe aperto le porte maggiormente agli utenti esperti.

L’auspicio è che si possa assistere ad una maturazione completa in questa direzione, anche per diversificare l’offerta a catalogo, che, pare, non essere il punto di forza dei marchi di primo piano. Unica nota dolente è il prezzo, davvero elevato, tale da arrivare a competere con corpi mirrorless a ottiche intercambiabili, ben più prestigiose.

VALUTAZIONI IN SINTESI

PRO

  • ottima qualità costruttiva e solidità
  • buona qualità delle immagini finali
  • controlli manuali e tasti personalizzabili
  • raw 14 bit

CONTRO

  • prezzo elevato
  • autonomia batteria

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