Le novità prenatalizie con Paolo Avezzano e Cristian Fattinnanzi a Discorsi Fotografici!

podcastFotobar con Silvio, Federico e Paolo Avezzano sulle novità e curiosità in attesa del Natale, e per la prima volta parliamo di astrofotografia con Cristian Fattinnanzi!

Siamo raggiungibili da iTunes, per abbonarsi in modo facile e gratuito tramite il servizio Apple cliccate qui Chi non avesse iTunes può abbonarsi al feed audio del podcast cliccando qui Cliccate i player qui sotto per ascoltare la puntata in formato AAC o MP3, potete anche scaricarvela seguendo il link “download” riportato subito sotto i rispettivi player.

In Questa Puntata

Fotobar:

Abbiamo parlato di:

  1. I falsi storici tra le fotografie più famose
  2. L’identità di una ladra viene a sua volta rubata da una fotografa
  3. Il ritorno di Polaroid con Socialmatic
  4. Forse una mirrorless “seria” da parte di Canon?
  5. Photoshop Streaming, il nuovo progetto di Adobe
  6. L’epopea della Magnum alle origini del reportage

L’ intervista:

Cristian Fattinnanzi, fotografo di astronomia descrive così la sua esperienza…

Quando si accosta l’occhio all’oculare di un telescopio, spinti di solito dalla curiosità, quasi senza accorgervi state raccogliendo il sottile raggio di luce proveniente da una debole stella o il flebile bagliore di una remota galassia…..
Un raggio che dopo aver percorso il vuoto assoluto per migliaia o milioni di anni, in quel precisissimo istante, va a terminare la sua corsa nel fondo del vostro occhio.
Prendere coscienza di questo evento restituisce sensazioni difficilmente spiegabili, il privilegio di aver raccolto personalmente in quell’istante quel raggio di luce, sapere che nessuno potrà mai tornare a rivederlo uguale, ci immerge noi stessi, piccolissimi uomini, nella storia dell’universo…
In quei bui momenti notturni anche il freddo passa in secondo piano: basta un gruppo di amici che con entusiasmo aspetta quell’istante, ciascuno per entrare un attimo ad assaporare l’immensità e l’unicità dell’universo, a far dimenticare la fatica dei chilometri percorsi per raggiungere un remoto osservatorio in montagna, o il freddo che risale dai piedi ed il vento che sembra tagliare il viso e le mani…

Questo è lo spirito che sostiene con tanta forza la mia passione per l’astronomia, spero un giorno di incontrarvi sotto l’immensità del cielo stellato per condividere insieme queste sensazioni…..

Seguici in modo semplice e veloce. Se questo articolo ti è piaciuto, abbonati gratuitamente al feed.