Fuji E-X2, le impressioni di Mirko Bonfanti

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INTRODUZIONE:

Ancora oggi Fuji vanta una schiera di affezionati delle sue (incomprese da molti) reflex serie S con Super CCD che, ricordo, promettevano una estesa gamma dinamica e una resa fedele dei colori, grazie ad una progettazione che percorreva una strada diversa rispetto ai concorrenti diretti.
E’ dal continuo sviluppo in questa ostinata direzione, che Fuji uscì alla fine del 2011 e inizio 2012 con X100 e Xpro1, due macchine innovative nei contenuti e volutamente retrò nello stile.
La missione fu quella di avvicinare le reflex in termini di qualità ma con una portabilità e un appeal migliori. Il successo arriva quasi subito grazie alle performance del suo sensore X-Trans, privo di filtro passa basso con matrice non convenzionale, al look vintage e ad una comunità molto attiva di appassionati.
Poco dopo uscì la X-E1 che possedeva il solo mirino digitale ed ottenne altrettanti consensi.
Il sistema comunque per alcuni rimaneva non pienamente maturo e con margini di miglioramento soprattutto a livello software.
La sua naturale evoluzione, la X-E2, mantiene tutte le caratteristiche della sorella ma corregge e implementa nuove funzioni, che, a detta del costruttore, sono fino a 60!

Come detto prima, questa macchina ha un design retrò molto riuscito, sembra una vecchia rangefinder degli anni 60. Ha controlli a ghiera su corpo macchina e il controllo del diaframma direttamente sulle ottiche: questa scelta di ritorno alle origini regala un senso di controllo diretto del mezzo e un feeling immediato. Non è difficile gestire i parametri principali senza distogliere l’occhio dal mirino.

La X-E2 appare molto solida grazie al largo uso di metallo, buono anche il grip ottenuto dalla finitura ruvida del corpo.
L’impugnatura – non scomoda – farà storcere un po’ il naso a chi è abituato alle reflex perché la macchina è piccola e ha solo una leggera appendice sulla parte destra. Esiste comunque un accessorio che permette di rimediare.

Sul retro non mancano i tasti – ora separati – di blocco esposizione e fuoco, oltre che ben 4 altri tasti personalizzabili nelle funzioni. Il tasto “Q” inoltre permette di raggiungere un menu veloce che richiama vari parametri di impostazione: molto comodo ma sono presenti voci che non sono così utili a mio avviso…utile potrebbe essere la possibilità di scelta di cosa visualizzare.
E’ presente un flash pop-up dall’aspetto molto fragile e debole ma utile in qualche situazione di emergenza.

L’obiettivo in kit, il 18-55 F2.8-4 mm OIS, non va confuso con gli obiettivi concorrenti: ha una costruzione robusta e una nitidezza molto buona, così come la velocità di messa a fuoco.
La presenza dello stabilizzatore, in ausilio alla funzione auto-iso, permette di scattare, anche in condizioni precarie di luce, con la tranquillità di non avere del mosso.

L’otturatore è abbastanza silenzioso, questo favorisce generi fotografici come la fotografia di strada che ha necessità di essere meno invadente possibile. La velocità dello stesso è però limitata a 1/4000, che costringe ad usare un filtro ND in caso si usi una lente molto veloce in pieno giorno.

Il mirino OLED è veloce, reattivo e con un altissimo refresh (soprattutto dopo l’aggiornamento firmware V2.00), non presenta lag significativi e permette di visionare l’anteprima dell’esposizione, l’istogramma, la livella, oltre che tutti i parametri di scatto (le voci sono personalizzabili). Le uniche incertezze si presentano alla sospensione dallo stato di standby e nello scambio fra visione oculare e display.
Da display è possibile anche operare una messa a fuoco manuale molto precisa grazie alle funzioni Digital Split Image (immagine spezzata dal sapore antico) e il Focus Peaking Highlight, che evidenzia il contorno del soggetto in zone ad alto contrasto. Queste caratteristiche rendono facile anche l’uso di vecchie ottiche manuali.
Grazie alla funzione di simulazione di diversi tipi di pellicola, mi capita spesso di impostare in macchina l’uso del b/n che mi permette di concentrarmi sulla composizione…il file verrà comunque registrato in raw.
Queste possibilità sono senza dubbio un vantaggio nei confronti delle reflex tradizionali, già non ne posso fare a meno!

Passando alle prestazioni pure, la macchina convince per l’alta qualità d’immagine, il sensore è in assoluto uno dei migliori fra le APS-C per nitidezza, definizione e dettaglio, per la fedeltà dei colori in tutto lo spettro. Il contrasto e la gradazione tonale sono ottimi e, ultima ma non ultima, il contenimento del rumore è da riferimento, anche ad iso elevati non risulta mai fastidioso.
Fino a 1600 iso si può scattare certi di non inquinare lo scatto con rumore evidente e senza apprezzabile perdita di nitidezza.
Il file jpeg, con le opportune regolazioni in macchina, si presenta già ottimo per quasi tutti gli usi, mentre il file raw ha un range dinamico molto ampio e permette di essere ben elaborato anche dalle ultime versioni dei software Adobe.
L’autofocus è molto rapido anche se non ho potuto testare situazioni di basse luci o sport. Di certo è adeguato al tipo di fotografia a cui è destinata questa macchina.
Preciso il bilanciamento del bianco e ottima la misurazione dell’esposizione.
La presenza del Wi-Fi è utile per trasferire immagini al volo, ma mi sarei aspettato anche delle funzioni avanzate di scatto remoto o di comando di eventuali flash esterni.

Per prendere sul serio questa macchina e più in generale tuto il sistema X vanno fatte due precisazioni: il parco ottiche, in evoluzione continua, può contare su vetri di ottimo livello quali il 14 mm, il 23 mm, il 35 mm e l’ultimo arrivato 56 mm, non a caso ottiche fisse.
La seconda è il continuo lavoro di correzione e implementazione del software da parte di Fuji, che non risparmia gli aggiornamenti firmware (sia corpi che ottiche) nemmeno ai modelli più anziani; vivacissima poi la comunità degli appassionati che sono il primo bacino di raccolta di consigli.

In definitiva è un apparecchio di alto livello per resa finale dei file, costruzione e funzionalità. Non a caso sono molti i professionisti stanno affiancando queste macchine ai loro corredi, soprattutto matrimonialisti e fotografi documentaristi.
Certo non è perfetta e ha ancora dei difetti da limare e mancano alcune funzioni probabilmente facili da implementare.
Dopo diversi mesi di uso posso testimoniare che è una macchina senza troppi fronzoli che riporta ad uno scattare ragionato, ma comunque divertente ed immediata da usare (per chi arriva dall’ambito reflex). Poi, anche se non è proprio tascabile, la porto sempre con me. Ho ripreso il gusto di fotografare con leggerezza!

PRO
resa sensore
contenimento rumore
ottimo parco ottiche
aggiornamenti firmware per macchina e ottiche

CONTRO
ergonomia legata all’estetica
otturatore 1/4000
velocità operativa migliorabile – leggi: riattivazione da standby –
autonomia limitata
af ancora migliorabile

CARATTERISTICHE PRINCIPALI:
Nuovo sensore APS-C X-Trans CMOS 2 da 16,3 Mpixel
Nuovo processore EXR 2
Registrazione in Raw 14 bit
Sensibilità ISO 200-6400 (estendibili fino a 25600)
Intelligent Hybrid AF (Contrasto e rilevamento di fase)
Monitor LCD 3”
Velocità max otturatore scatto 1/4000
Ghiera manuale compensazione esposizione
Ghiera manuale tempi
Mirino digitale OLED 2,36K con 60 fps
Pop up flash
Simulazioni pellicola
Filtri avanzati
WiFi per trasferimento immagini
LMO Lens Modulation Optimizer
peso circa 350 gr con batteria e card inserite

per altre info visitare mini sito http://fujifilm-x.com/x-e2/it/

NOTA
tutte le immagini sono state elaborate in camera senza utilizzo di software esterni

 

 

 

Mirko Bonfanti

 

 

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