MomaPIX, l’archivio digitale per professionisti – la nostra Recensione

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MomaPIX, la recente proposta web-based tutta italiana di archiviazione digitale di immagini rivolta ai professionisti ed alle aziende che lavorano con la fotografia, ci ha gentilmente concesso un account per sperimentare questa piattaforma che abbiamo trovato veramente convincente.

Innanzitutto riportiamo dal loro sito la definizione ufficiale di quello che MomaPIX è:

MomaPIX 6.0: La soluzione professionale per agenzie fotografiche e aziende che consente di amministrare con strumenti web avanzati gli archivi di immagini, video, audio e pdf. Completamente basato sul web e multilingue, permette di pubblicare online le immagini, gestire e tracciare gli accessi dei clienti e collaboratori, regolare l’input/output dei file e dei rispettivi metadati.

Abbiamo sperimentato le varie funzioni offerte dall’account messoci a disposizione, e, pur non avendo personalmente esperienza alcuna di software di gestione digitale espressamente rivolto ad aziende, siamo riusciti ad apprezzarne i punti di forza.

Quello che colpisce da subito è l’estrema velocità di caricamento delle pagine web che via via vengono utilizzate per le varie funzioni; sembrava di usare uno dei software web-based di Google, come ad esempio Gdocs: le transizioni da una pagina all’altra sono così immediate che sembra di lavorare in locale sul proprio PC piuttosto che su web. La velocità di esecuzione del flusso di lavoro è una caratteristica fondamentale se si vuole che il proprio prodotto sia utilizzato dalle aziende e dai professionisti; come ci ricordava recentemente Tony Gentile, spesso solo per una frazione di secondo un’agenzia di stampa riesce a pubblicare e vendere la tua foto, arrivando prima del concorrente. MomaPIX in questo ha veramente centrato il segno: anche se non si hanno foto da vendere in pochi secondi ad un giornale, di solito nessuno ama attendere davanti allo schermo quando sta lavorando.

Un’altra caratteristica che ci ha colpito positivamente sono dei piccoli dettagli che rendono un software web-based veramente tale: non basta far sì che venga eseguito in un browser, o che interagisca con i file in locale; infatti MomaPIX permette di utilizzare menu contestuali cliccando con il tasto destro nella pagina web o addirittura definire scorciatoie da tastiera che vengono eseguite in remoto, fantastico e comodo perché, basti pensare a Photoshop o Autocad, i professionisti lavorano moltissimo con le scorciatoie da tastiera. Non meno importanti in questo senso sono la presenza del manuale (che ne fa un software a tutti gli effetti, non solo FAQ e HowTo, ma un manuale completo e dettagliato!) e la possibilità di personalizzare completamente i fogli di stile lato amministratore e lato web.

Abbiamo così giocato alla “piccola agenzia di stampa” creando all’interno del nostro account alcuni account cliente, dei contatti e così via e testato il flusso di distribuzione delle immagini. Le funzionalità offerte sono davvero molte e permettono di controllare in modo dettagliato i diritti di accesso alle foto. Ad esempio è possibile mostrare al pubblico un album creato per un cliente ma far sì che solo il cliente possa scaricare i file in alta definizione. Diversi diritti di accesso possono essere distribuiti anche all’interno della Redazione e non solo ai diversi clienti, pensiamo al caso in cui un fotografo possiede solo i diritti per caricare e l’editore anche quelli per modificare o eliminare una foto, il commercialista che accede solo al modulo contabilità e così via. Si possono definire dei prezzi per le singole foto o i gruppi di foto e ricevere il pagamento su PayPal in tempo reale o per bonifico bancario. E’ possibile anche creare e gestire delle vere e proprie campagne di promozione, nonché usufruire dell’integrazione con google analytics, della generazione della sitemap per l’indicizzazione sui motori di ricerca e altro ancora.

MomaPIX colpisce anche per l’approccio database-oriented al proprio flusso di lavoro, infatti si possono assegnare una quantità di metadati alle foto per ragioni di ricerca o pubblicazione, e soprattutto produrre una reportistica che considera molti dettagli ed aiuta a tenere traccia dell’andamento degli upload, download ricerche e distribuzione, quindi di tutta la storia di ogni singolo scatto. I metadati possono essere importati anche facendo l’upload di un file in formato Excel che, pur essendo formalmente un formato proprietario, ormai viene trattato da tutti i software di foglio di calcolo, compresi quelli open-source.

La grafica di base offertaci in questo account di prova era molto pulita ma forse un po’ troppo piatta, si potevano scegliere vari layout (personalizzabili) ma tutti senza troppi fronzoli. La grafica del lato amministratore ricorda molto quella di OsX, segno del fatto che buona parte del mondo professionale del digital imaging lavora con prodotti Apple.

MomaPIX è inoltre integrato con i maggiori social network (Facebook, Twitter, Google +, Pinterest e LinkedIn), dal momento che al giorno d’oggi molta promozione si fa attraverso questi megafoni sociali.

MomaPIX, come già detto, ha investito molto non solo nello sviluppo ma anche (come dovrebbe essere, ma come pochi fanno) nella cura del cliente. Abbiamo già parlato del manuale approfondito, ma questa cura del cliente si evince anche da altri aspetti, come (non secondario) una homepage piena di dettagli ed esempi, una serie di video dimostrativi su YouTube, la possibilità di hosting su server del cliente o sui propri, l’assistenza 24/7 e soluzioni di business continuity che tranquillizzeranno anche il cliente più esigente.

Dal punto di vista dei difetti, durante la prima parte del nostro periodo di prova (che risale al mese scorso) abbiamo riscontrato anche qualche difetto di gioventù come l’help wiki incompleto ed altre minuterie che ad oggi sono state corrette. Una cosa che secondo me per ora può essere considerata un limite è il fatto che il modulo di upload delle foto non accetti file in formato Tiff; chiaramente il formato Jpeg la fa da padrone al giorno d’oggi, ma ricordiamoci sempre che è un formato compresso con perdita di dati e che non poche volte viene richiesto il Tiff nella stampa professionale.

Pur avendo solo giocato alla “piccola agenzia di stampa” mi rendo conto che molte delle potenzialità di MomaPIX possono essermi sfuggite, questa mia affermazione deriva dal fatto di avere a che fare (nel mio ambito lavorativo che esula dalla fotografia) con molti software prodotti da società italiane più o meno grandi, ed ho quindi sviluppato un sesto senso nel riconoscere dai primi passi un prodotto scadente. Purtroppo la maggior parte lo sono, ma non MomaPIX, che colpisce, lo ripeto, per la vastità di opzioni e personalizzazioni che lo pongono a pieno titolo nell’ambito dei software web-based professionali. Ci sentiamo quindi di consigliarlo senza riserve non solo alle aziende, ma anche ai singoli professionisti che amano avere nel proprio lavoro un approccio “aziendale” facendosi aiutare da un software solido ed affidabile.

Per maggiori informazioni visitate il sito www.momapix.com

 

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