Nikon D7100 – La video recensione di Discorsi Fotografici

Nikon-D7100

Come abbiamo saputo al Photoshow discutendo con i responsabili Nital, Nikon non abbandona il segmento DX per le proprie reflex, anzi aggiorna una fotocamera che già di per sé è stata rivoluzionaria ed ha convinto molti “amatori evoluti” a cambiare la propria D90 (ma anche D300!) in virtù di un nuovo sensore e di molte caratteristiche professionali portate anche ad un segmento inferiore. La D7100 perfeziona il concetto introdotto con la D7000 e rassicura chi, come me, aveva investito in ottiche DX qualche anno fa (per quanto io speri sempre in una D400…)

Cosa c’è di nuovo?

Le novità non sono poche, alcune sottili, altre più sostanziali: innanzitutto abbiamo un nuovo sensore, 24 megapixel senza filtro passa-basso, una cosa che avevamo visto anche nella D800E, che restituisce ottimi dettagli soprattutto con lenti professionali. I punti di autofocus adesso sono ben 51, allineando la D7100 alle sue sorelle maggiori e rassicurando tutti quelli che hanno bisogno di più di un punto di messa a fuoco.

Un’altra novità che colpisce molto i nikonisti più ferrati è costituita dal display OLED nel mirino, che rende le informazioni di scatto in un bel bianco chiaro a differenza del LED verde a cui eravamo abituati; non solo differente nei colori, il mirino adesso ci dà anche la possibilità di sapere durante la fase di scatto se abbiamo posizionato la fotocamera in orizzontale tramite l’orizzonte virtuale: comodo.

Passando alle novità meno appariscenti, adesso abbiamo la possibilità di bilanciare il bianco scegliendo direttamente un’area della foto tramite Live View e, cosa da me molto apprezzata, è stato ereditato dalle sorelle minori il tasto i che sulla D3000 trovo molto comodo, permettendo di accedere velocemente ad alcune impostazioni di scatto.

Il corpo macchina è poco più grande della D7000 e trasmette un senso di resistenza e compattezza, caratteristiche fondamentali per chi si avventura con la reflex in ambienti “ostili”.

Esiste ora anche la possibilità di scegliere un’area più piccola del sensore (circa 1.3X) che porta in quel caso ad un fattore di crop di circa 2. Questo può risultare comodo per le foto naturalistiche, anche perché aumenta la velocità di raffica del corpo macchina, portandola a 7 fps; state attenti però ad inquadrare in un’area più piccola, comunque perfettamente delineata all’interno del mirino.

Controlli

Provenendo da una D300s mi è mancato il selettore veloce di modalità autofocus S(ingola)C(ontinua)M(anuale), questo  potrebbe influire sulla foto sportiva anche se ormai molte reflex Nikon hanno cambiato la filosofia di controllo dell’autofocus. Forse la mancanza più sentita è stata quella del selettore di modalità di scatto PASM, purtroppo risulta scomodo se hai in mano la reflex con un teleobiettivo e devi cambiare al volo da priorità di apertura a manuale (tanto per fare un esempio); anche questo comunque dipende molto dalle abitudini del fotografo, non sempre si è costretti a cambiare modalità al volo, anzi…

Parlando di ciò che mi è piaciuto, i pulsanti anteriori configurabili sono ben raggiungibili (ho una mano non proprio grande), questo è dovuto forse anche alla forma più compatta rispetto alla mia D300s, ma ho apprezzato tantissimo questo accorgimento di Nikon, che dimostra di essere sempre alla ricerca della perfetta ergonomia; stesso discorso per la scelta del metodo di misurazione della luce, ora è molto più comodo essendo stato spostato in alto e funzionando alla stregua del sopracitato modo di selezione della modalità di scatto, ne sento già la mancanza!

Manca il pulsante per cambiare al volo il pattern di messa a fuoco, per quanto non so bene quanti di noi lo utilizzino con frequenza.

Ho così provato a ripulire dalla mente la mia D300s, ed ho approcciato da zero il sistema di controlli, posso affermare senza dubbio che anche i meno abituati, o chi inizia, si trovano in brevissimo tempo al comando completo della propria reflex, per cui andate tranquilli!

Qualità immagine

La latitudine di posa del file RAW è strabiliante, spostando avanti e indietro i controlli del software di postproduzione sia io che Federico siamo riusciti a tirar fuori molti dettagli dalle ombre e a recuperare le luci, devo ammettere che non mi aspettavo questo comportamento da una reflex di questa fascia, ma l’ottimo sensore ci fa capire che Nikon tratta in tutto rispetto anche le esigenze di chi non è un professionista.

Il bilanciamento automatico del bianco in RAW inizialmente mi è sembrato poco preciso, soprattutto in termini di tinta, ma trattando il RAW con il software ViewNX, non ho riscontrato questo problema.

Non si nota particolare nitidezza aggiuntiva dall’eliminazione del filtro passa basso, perlomeno non con il 18-105 in dotazione, questo obiettivo può risultare comodo, ma a mio avviso non esprime le piene potenzialità del sensore; consiglio ottiche fisse, già con il Nikkor 35 mm f/1.8 DX sono riuscito ad ottenere dettagli considerevoli.

La resa della pelle è ottimale, ho apprezzato molto i toni delicati con cui il sensore restituisce la pelle in luce artificiale, questa reflex potrebbe essere un ottimo secondo corpo macchina per chi si occupa di ritratti, matrimoni e così via.

Utilizzo

Piacevolmente sorpreso nel constatare che la D7100 ha pressoché tutte le funzioni nel menu delle sorelle di fascia alta, di sicuro quelle più utili e più frequentemente utilizzate; comodo, come sempre, il My Menu.

Si ha la sensazione di un autofocus un po’ lento in condizioni di scarsa luce, tuttavia confrontando le velocità di autofocus con la D300s non si notano particolari differenze. La velocità di autofocus aumenta se si seleziona la modalità 1.3X

Il doppio slot per la SD card è ormai indispensabile, specialmente per la possibilità di effettuare il backup in tempo reale di ogni scatto, lo consiglio caldamente, anche la scheda più costosa può lasciarci all’improvviso…

La modalità di selezione ISO riprende quella delle sorelle D600, D3200, … bisogna staccare l’occhio dall’oculare, perlomeno le prime volte, e risulta scomodo, specialmente se, come detto prima, si monta un teleobiettivo lungo e pesante.

L’introduzione anche nella D7100 della compensazione dell’esposizione “facilitata”, già presente in precedenti modelli di fascia medio-alta, è stata da me molto apprezzata; sappiamo tutti quanto sia importante sottoesporre o sovraesporre durante la fase di scatto e non sempre si ha la voglia di farlo in manuale.

Una pecca, dovuta però al segmento commerciale a mio avviso, l’ho riscontrata sicuramente nella limitata capacità di buffer in RAW nello scatto continuo ad alta velocità, non aspettavi una mitragliatrice… se si scatta in jpeg la situazione migliora notevolmente.

Conclusioni

Nikon sembra essere riuscita davvero a creare un mix equilibrato tra reflex di fascia bassa e professionale, alcune comodità riservate agli amatori possono risultare molto utili anche al professionista, che potrebbe scegliere la D7100 come secondo corpo macchina senza perdere sostanziale qualità di immagine e facilità d’uso.

Ci tengo a sottolineare molto quanto detto, al di là di tecnologia, qualità immagine, ergonomia ecc., la sensazione finale è proprio quella di trovarsi di fronte ad un equilibrio riuscito fra potenzialità e facilità, che potrebbe trasportare tranquillamente chi fa fotografia da poco ad un livello superiore, attraverso un cammino che facilmente può essere sostenuto dalla D7100, non le manca proprio nulla.

Non è il “corpo macchina più veloce del west”, ma se sperate di ottenere belle fotografie solo da una raffica sragionata, tendenza purtroppo sempre più diffusa, forse non dovreste nemmeno pensare di passare ad una reflex; a chi invece fa fotografia sportiva ad un certo livello consiglio di provare personalmente la D7100 e farsi un’idea in base alla proprio esperienza, io purtroppo non sono un fotografo di sport.

A chi, come me, si chiede se valga la pena abbandonare la D300s per la D7100 consiglio cautela, ci sono alcune comodità nei controlli di tipo pro della D300s che si perdono con questa fotocamera; dall’altro lato la qualità d’immagine, la resa in scarse condizioni di luce, il comparto video nettamente superiore la rendono molto, molto appetibile. E’ un bel dilemma, io ci sto ancora pensando e lascio ad ognuno di voi lo stesso tipo di dubbio, vale sicuramente la pena fare una prova personale e decidere di conseguenza.

Ringraziamo Nital che con grande cortesia ci ha permesso di provare questa fotocamera, che di sicuro non può essere annoverata semplicemente come “ancora un’altra reflex”, ma che saprà ritagliare il suo posto d’onore nella storia del marchio giapponese.

Alcuni scatti di prova

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Notare l’ampia gamma dinamica della D7100!!

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Con obiettivo 70-200 Sigma, crop 100%, notare i dettagli e lo sfocato, entrambi resi molto gradevoli dalla combinazione di questa lente con l’ottimo sensore

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Anche usando il 18-105 in dotazione possiamo contare i peli di questo splendido micio!

Altri scatti sono disponibili cliccando qui

La video recensione

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