Zeiss Distagon 15mm f/2.8 – La recensione di Discorsi Fotografici

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Zeiss fa rima con perfezione, non tanto nella parola, quanto con quella sensazione di stupore, di vera gioia, la felicità mista a eccitazione quando si visualizza l’immagine. Non è una esagerazione, basta leggere i pareri su riviste o forum per scoprire che il vero e unico problema delle lenti Zeiss di ultima generazione, quelle compatibili con le reflex digitali consumer, hanno come unico inconveniente – se poi è lecito chiamarlo inconveniente – il prezzo.

Per comprendere la qualità di queste lenti, torniamo un momento indietro nel tempo, quando nel 1954 il fotografo Andreas Feininger pubblica “Successful Photography”, edito in Italia nel 1961 con il titolo “Il libro della fotografia”. Verso la metà del libro, l’autore definendo il concetto di nitidezza, spiega che questa dipende principalmente da tre fattori: dall’incisività dell’obiettivo, dal potere risolvente della pellicola e da una corretta messa a fuoco. Proprio nel paragrafo sull’incisività dell’obiettivo si legge: “Di regola gli obiettivi più incisivi sono relativamente poco luminosi (tra f/6,3 e f/9) […]. Gli obiettivi di focale normale sono generalmente più incisivi di quelli grandangolari e dei teleobiettivi. L’incisività può essere aumentata chiudendo il diaframma. L’optimum di incisività si trova generalmente un paio di aperture di diaframma dopo la massima.” Considerato che queste brevi regole sono ancora valide e lo sono anche per la fotografia digitale, la domanda è: valgono anche per le ottiche Zeiss? La risposta è no. Il prezzo particolarmente alto dovrebbe già essere un indice capace di far capire che non è una questione di puro marketing, quanto invece legato a un processo produttivo molto complesso. Quello che invece stupisce sono tutte quelle lenti che a parità di focali, pur appartenendo al segmento professionale, dai costi pressoché identici a quelli Zeiss, hanno una qualità di immagine nettamente inferiore.

L’obiettivo oggetto di recensione è il favoloso 15mm f/2.8, attacco Canon, ultimo in ordine di tempo ad essere stato prodotto e commercializzato da Zeiss, presentato poco meno di un anno fa. Rispetto alle recensioni precedenti, il nostro ringraziamento non va al distributore italiano o alla stessa Zeiss, ma al nostro amico e collaboratore Paolo Rossi, voce in alcuni fotobar, che ha acquistato l’obiettivo.

Da un punto di vista costruttivo, niente di così innovativo, nel senso che parliamo anche in questo caso di un prodotto curato nei minimi particolari e realizzato interamente in metallo. Fin dal primo momento si capisce subito di avere tra le mani un oggetto finemente curato. Un corpo robusto, nero satinato e comunque poco sporchevole, con solo l’anello di messa a fuoco come unica parte mobile. Elegante nella linea ed essenziale nella forma presenta l’insolita caratteristica di avere il paraluce come parte integrante del corpo da cui si estende oltre la lente: scelta che inizialmente può sembrare uno svantaggio in termini di spazio in borsa ma che invece si è rivelata pratica in quanto il paraluce funge da attacco per il copriobiettivo senza rubare ulteriore spazio, e per il fatto che il diametro del paraluce rimane della stessa ampiezza dell’obiettivo stesso rendendo inutile l’eventuale idea di rimuoverlo in borsa, come invece accade con i paraluce ingombranti e removibili di altre marche che mi trovo spesso a togliere o invertire prima di mettere in borsa.

L’unica parte in plastica è il coperchio della baionetta, infatti anche il tappo dell’obiettivo è metallico, con all’interno un leggero rivestimento in gommapiuma che rende morbido e antigraffio l’inserimento sul paraluce.
Innanzi tutto bisogna capire la filosofia Zeiss sulla messa a fuoco.

Per la messa a fuoco con questo obiettivo si può utilizzare la griglia interna al mirino con relativo beep o lampeggio del punto a fuoco ma come con altre lenti trovo questa soluzione accettabile ma non perfetta in quanto c’è sempre un margine di tolleranza che non sempre corrisponde alla massima nitidezza, che nel caso di una lente come questa non renderebbe giustizia alle sue capacità.
Questa lente da il massimo con una ripresa a cavalletto che rende quindi possibile l’uso della messa a fuoco con live view, possibilmente ingrandita al dettaglio 1:1, sul punto che ci interessa, quindi con il precisissimo anello senza il minimo gioco si ottiene il massimo che questa lente può dare, il risultato è sempre una soddisfazione.
Non è certo un obiettivo peso piuma, ma non l’ho trovato così pesante (anche se io mi lamento difficilmente del peso delle lenti) rispetto ad un altro buon grandangolare di qualità. Comunque il peso, una volta sul cavalletto, non è più un problema.

I due punti di forza di questo obiettivo, che vi lascerà senza parole, sono la nitidezza già alla massima apertura e la distorsione ottica, praticamente assente. Il primo punto è davvero un colpo al cuore per chi ha acquistato, o volesse farlo, il corrispettivo 14mm Canon serie L, il cui costo è praticamente identico. Non c’è bisogno di molte parole, per quanto siamo “discorsi fotografici”, in questo caso un’immagine è più descrittiva. Il nostro paragone è fatto con il Canon 16-35mm serie L, il risultato non cambia. Se il primo pensiero è, forse la lente Canon è difettosa, allora vale quanto afferma sul forum di Juza l’utente Fabio1951 che ne da questa opinione:

“La resa ottica è superlativa anche ai bordi e il mio precedente Canon 14mm tipo II è uscito dal confronto (che ho potuto fare prima dell’acquisto dello zeiss) piuttosto male, pur costando poco meno del rivale. Rispetto al Canon si nota subito il diverso cromatismo tipico degli zeiss; la resa al centro è di poco superiore al 14 canon mentre la differenza ai bordi è piuttosto rilevante, sopratutto ai diaframmi più aperti. Il Canon, inoltre, soffre di una spiacevole aberrazione cromatica, sconosciuta invece allo zeiss (anche se facilmente eliminabile in postproduzione). La correzione della distorsione con la macchina in bolla è ottima; molto ben corretta anche la vignettatura.”

Per quanto riguarda la distorsione, niente da aggiungere, basta vedere le immagini seguenti che mostrano appunto il confronto fra lo Zeiss ed il Canon 16-35 f/2.8 IL II (cliccare sulle immagini per apprezzare i dettagli).

confronto centro f:2.8

confronto angolo f:2.8

confronto angolo f:8

confronto scena completa

confronto angolo f:22

Quello che spesso trattiene le persone dall’acquistare una lente Zeiss, a parte l’inevitabile shock iniziale del prezzo, è la messa a fuoco manuale che non permette di catturare immagini “immediatamente”. La questione non è stabilire se è meglio un sistema rispetto all’altro, quanto comprendere che entrambi sono modi di fotografare differenti e indipendenti. Il manual focus è di un fare fotografia più ragionato, un adagio sotto la direzione delle dita, dove la scena assume le sue forme lentamente al girare dell’anello, ogni giro qualcosa diventa più concreto. Durante tutta questa operazione, si può addirittura cambiare idea sulla composizione, si può anche scegliere di mantenere una certa tensione lasciando volutamente la scena non perfettamente a fuoco. Per comprendere meglio l’aspetto del manual focusing basta guardare un video, la transizione fuori fuoco-tutto a fuoco è ancora una delle più apprezzate e utilizzate nei documentari e nei film. La messa a fuoco automatica invece ha forse il pregio di catturare il momento in quelle situazioni dove non è possibile fermarsi a pensare, dove la scena cambia continuamente, dove anche la velocità di cattura diventa una richiesta importante. Frame rate e autofocus vanno insieme. L’aspetto peggiore invece è nella natura stessa dell’AF: lineare. Esalta a pieno quella caratteristica del digitale di essere o zero o uno. Le vie di mezzo, le sfumature, non sono ammesse. Zeiss predilige la fotografia “lenta”, ma intensa, una scelta vincente, soprattutto perché la certezza è che una volta registrata l’immagine, non è necessario utilizzare altro tempo per migliorarla successivamente, è già perfetta! Più veloce di così…

Federico Emmi & Paolo Rossi

nitidezza e bokeh

Flare delicato

sfocato morbido

centro f:8

_A5D0163 ML

_A5D0119 CV

_A5D0125 ML

_A5D0126 ML

_A5D0129 CV

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_A5D0138 CV

_A5D0160 ML

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