Mario Giacomelli. Fotografie dall’Archivio di Luigi Crocenzi

Dal 12 Settembre 2012 al 20 Gennaio 2013, presso il Museo di Roma in Trastevere sarà proposta un’antologica del celebre fotografo marchigiano, arricchita dalla presenza di documenti e materiale epistolare.

Pretini - Mario Giacomelli

Le suggestive e oniriche geometrie paesaggistiche, i ritratti carichi di pathos, le sequenze “cinematografiche”, immagini che si traducono quasi in puro segno grafico; sono le espressioni di un linguaggio fotografico unico nel suo genere, che scavalca ogni etichetta per gettare uno sguardo sul lato poetico ed emotivo della realtà. Lo stesso Giacomelli sfuggì ad ogni definizione; fotografo nel tempo libero, tipografo per professione, poeta e scrittore per vocazione, fu in grado di sintetizzare questi differenti percorsi in un codice visivo personalissimo e originale. Una ricerca artistica e in un certo senso filosofica, in cui l’attenzione per il rigore compositivo e il gusto per l’elemento grafico sposano il cuore pulsante della parola poetica. (Priscilla Inzerilli)

Nessuna immagine può essere la realtà.

L’immagine è spirito, materia, tempo, spazio, occasione per lo sguardo. Tracce che sono prove di noi stessi e il segno di una cultura che vive incessantemente i ritmi che reggono la memoria, la storia, le norme del sapere. (Mario Giacomelli)

Luna vedova - Mario Giacomelli

“Per tutta la vita ha continuato a definirsi un tipografo eppure è considerato il più grande fotografo italiano del Novecento fin da quando, nel 1963, il curatore del MoMA di New York acquisì per il Museo la serie Scanno, inserendo anche una fotografia nel prestigioso catalogo Looking at Photographs.

Le immagini e i documenti in mostra sono stati selezionati tra i materiali che il CRAF ha acquisito nel 1995 con l’archivio di Luigi Crocenzi costituito da lettere, libri e fotografie che l’uomo di cultura fermano aveva raccolto nel corso degli anni. Tra questi materiali spicca per il suo enorme valore il corpus di oltre 250 vintages realizzati da Mario Giacomelli dagli anni ’50 alla fine degli anni ’70. Giacomelli e Crocenzi furono legati da un profondo rapporto di amicizia che si tradusse anche nella collaborazione alla sceneggiatura di Un uomo una donna un amore nel 1961 e di A Silvia nel 1963.

Nella prima parte della mostra vengono presentate le serie di fotografie degli anni ’50: Prime fotografie, Nudi, Mare, i Paesaggi (che si sono poi riproposti lungo tutta la vita artistica di Giacomelli), Puglia, Gente dei campi,  risalenti a quegli anni e quindi Lourdes (1957) e Scanno. Seguono quindi Mattatoio (1961), Io non ho mani che mi accarezzino il viso (1962-63), A Silvia (1964), La buona terra (1964-65), Verrà la morte e avrà i tuoi occhi,Motivo suggerito dal taglio dell’albero (1967-69), Caroline Branson (la serie realizzata tra il 1971 e il 1973), fino a Studenti (del 1977).

Nel momento in cui Giacomelli organizzò il suo discorso come simbolico, superò l’estetica crociana e spostò il suo messaggio verso un  espressionismo fotografico che esasperava l’aspetto emotivo della realtà sottolineato dai contrasti, dai segni. Inoltre al pari di Federico Fellini nel cinema, Giacomelli ribaltò completamente anche il punto di vista del neorealismo introducendo nelle immagini una nuova poesia tonale, anche onirica e realizzando racconti fotografici che si esprimevano sia nei ritratti sia nei paesaggi.”

Questo ricordo lo vorrei raccontare - Mario Giacomelli

Mostra a cura di: Walter Liva

Apertura al pubblico:  dal 12 settembre 2012 al 20 gennaio 2013
Dove: Museo di Roma in Trastevere, Piazza S. Egidio 1B
Orari: Martedì-domenica 10.00-20.00
La Biglietteria chiude un’ora prima

 

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