Pentax Q – La video recensione di Discorsi Fotografici

A cura di Silvio Villa

Da sempre, ma soprattutto negli ultimi tempi, quando si apre un nuovo settore nel mondo della fotografia tutti i maggiori brand vogliono dire la loro. Questa competizione in termini di innovazioni porta a volte a degli ottimi risultati: la spinta a cercare quel qualcosa in più, o di diverso, rispetto ai concorrenti va tutta a beneficio dell’utente finale, che gode di un ampio spettro di scelta qualora fosse interessato a quel determinato tipo di prodotto.
La novità del momento in fotografia digitale, lo sappiamo, sono le fotocamere ad obiettivi intercambiali non reflex. Conosciute anche con il nome di mirrorless, queste fotocamere aumentano la possibilità espressiva dell’utente medio ed avanzato mettendo a disposizione vari obiettivi e nuove funzionalità che successivamente sono sbarcate anche nel settore professionale, rendendo di fatto questo segmento di fotocamere un vero e proprio campo di sperimentazione soprattutto riguardo i gusti dell’utente finale.
Ma spesso una vasta scelta porta anche ad un poco di indecisione nell’acquisto del prodotto, non basta leggere semplicemente le specifiche tecniche che, diciamocelo, spesso si somigliano di molto tra una marca e l’altra. Serve allora qualcosa che colpisca, che faccia capire cosa troviamo in un modello e cosa no, e soprattutto a chi è rivolto.
La Pentax Q, la mirrorless della nota casa giapponese, colpisce subito per le dimensioni ridotte: sin dalla prima volta in cui ci è stata mostrata al Photoshow non volevo credere a quante potenzialità fossero racchiuse in un corpo di 57 X 98 X 31 mm, la curiosità era tanta e così abbiamo chiesto a Pentax di provarla. La professionalità della casa produttrice si è fatta subito notare, a distanza di pochi giorni avevamo già la fotocamera con noi, pronta per un test sul campo, e lo stupore non è affatto diminuito quando abbiamo iniziato a testarla.

Facile da usare

In soli 180 grammi troviamo un sensore CMOS retroilluminato da 1/2.3 pollici, un ampio display da 3 pollici, un flash popup molto particolare (con tanto di slitta per un flash esterno), l’alloggio per la batteria e la scheda SD, il tutto racchiuso da un corpo robusto in lega di magnesio e dotato della montatura Q, che maglrado le ridotte dimensioni ci è sembrata solida come roccia. A corredo ci è stato fornito un obiettivo 5-15 mm f/2.8-4.5 che con un fattore di crop di 5 (!) diventa un 25-75 nel formato 35mm.
La fotocamera ha una impugnatura a barilotto sul lato destro, rivestita in gomma per facilitare la presa, che mi ha permesso di utilizzare solo tre dita per tenerla. Il resto della parte anteriore del corpo della Q è composto dalla stessa mescola in gomma zigrinata. Sul retro si trova una piccola area di plastica in cui si appoggia il pollice destro che presenta tre rilievi per facilitare la presa, con il resto del corpo composto da una texture in plastica nera opaca.
Anche l’obiettivo è di qualità professionale, la ghiera dello zoom molto scorrevole e precisa, così come quella della messa a fuoco manuale. Le ghiere superiori di selezione sono solide e senza gioco meccanico una volta impostate, mentre la ghiera anteriore, che contraddistingue la Pentax Q dalle altre mirrorless, pur sembrando meno robusta svolge egregiamente la sua funzione.

Piccola e veloce

Rimandiamo a questo link per quanto riguarda la lista completa delle specifiche tecniche, qui mi preme sottolineare che la Pentax Q impiega un sistema di rilevazione di contrasto autofocus, con una funzione di riconoscimento dei volti e di 25 punti di messa a fuoco selezionabili. La messa a fuoco è veloce e costante in buona luce, anche con soggetti in rapido movimento grazie alla modalità AF Tracking. I 25 punti del sistema autofocus ricoprono molto bene qualsiasi punto del fotogramma, rendendo facile anche la messa a fuoco in scarse condizioni di luce. Il tempo di registrazione di un JPEG su una scheda SD 60x è stato di circa 2 secondi, mentre ce ne sono voluti solo 5 per un RAW; 5 secondi è un tempo breve considerando che il formato utilizzato da Pentax è il DNG, che richiede un tempo di compressione (senza perdita) ed il trasferimento su scheda di circa 21 MByte di dati! In modalità di scatto continuo si può tenere premuto il pulsante di scatto scattando 5 frame al secondo per un massimo di 5 JPEGS, oppure c’è una modalità più lenta, circa 1.5fps, che consente di scattare fino a 100 immagini JPEG.

Tante funzionalità

Quello che più colpisce chi si accinge a scattare con la Q è sicuramente la grande varietà di tipologie di scatto ed il modo in cui queste sono organizzate. La fotocamera prevede molti filtri digitali, apprezzatissimo il bianco e nero high key, così come la possibilità di personalizzare lo spazio colore per toni neutri o brillanti, il tutto facilmente richiamabile dalla ghiera frontale personalizzabile, che offre 4 posizioni alle quali assegnare uno dei filtri digitali o degli spazi colore; mi preme sottolineare che bisogna scegliere comunque tutte le 4 posizioni all’interno dello stesso set di filtri, non è possibile ad esempio avere per una posizione un filtro bianco e nero e per l’altra uno spazio colore, comunque non se ne risente in fase di scatto.
E’ importante sottolineare che la Pentax Q è in grado di visualizzare un istogramma durante e dopo lo scatto (è sufficiente premere il tasto Info), che è un grande aiuto nel valutare l’esposizione, oltre a fornire, in caso di aree sovraesposte, dei suggerimenti su come migliorare l’esposizione.
Dopo aver scattato una foto, la Q dispone di una gamma al di sopra della media di opzioni per la riproduzione, revisione e gestione delle immagini. Potete immediatamente scorrere le immagini che avete scattato, visualizzare 9 miniature, zoom in e out fino a un ingrandimento di 16x, confrontare due immagini side-by-side, e visualizzare informazioni dettagliate su ogni immagine premendo il tasto Info. E’ inoltre possibile eliminare una o più immagini, visualizzare una presentazione, ruotare, ridimensionare e ritagliare l’immagine, proteggere le immagini in modo che non possano essere cancellate, e impostare diverse opzioni di stampa, inclusa la creazione di un indice di miniature. Ci sono anche 17 filtri digitali che si possono applicare ad un’immagine dopo lo scatto, ed è in grado di “sviluppare” i file RAW e modificare i filmati in camera. Per gli appassionati di Time Lapse, la Q può registrare fino a 999 scatti ad intervalli di un secondo o più, basta semplicemente impostare la funzione!

Gli scatti di prova

Riporto alcuni scatti di prova, effettuati senza troppo pensarci su, poiché da un certo tipo di fotocamera ti aspetti una risposta veloce alle differenti situazioni fotografiche. La Pentax Q non ci ha mai deluso, soprattutto in condizioni di scarsa luminosità dove eravamo un poco preoccupati per il rumore viste le ridotte dimensioni del sensore. Il JPEG così come esce dalla fotocamera ha bisogno ogni tanto di un’aggiustamento della nitidezza, ma cosa di poco conto e soprattutto facilmente effettuabile con qualsiasi software. Anche l’HDR incorporato ha restituito risultati a mio avviso ottimi, forse anche perché io amo l’HDR non troppo esagerato nelle differenze tonali.

La video recensione

Come ci siamo trovati con la Pentax Q? Scopritelo in questo video di ben 17 minuti, in cui avrete la possibilità di osservare da vicino il menu e le potenzialità di scatto. A me resta da aggiungere che la principale esperienza con questa fotocamera è stata di puro divertimento, anche per chi come me se ne va in giro con una reflex per fotografie “serie”. La semplicità, la leggerezza, la qualità globale non mi hanno fatto rimpiangere la reflex se non in pochissime occasioni.

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