Discorsi Fotografici

L’intervista a Lucia Baldini

DF: Oggi Discorsi fotografici ha l’onore di intervistare la fotografa toscana Lucia Baldini che ci è stata fatta conoscere dal nostro collaboratore Claudio Cascioli, Lucia è in contatto con noi, ciao Lucia come va?

LB: Ciao buonasera, tutto bene, diciamo che ce la caviamo abbastanza.

DF: Noi, come sai, abbiamo preparato un po’ di domande che andremo a farti, Lucia, sono sempre rimasto colpito dal modo in cui hai iniziato ad avvicinarti alla fotografia, è stato un mescolare di arti diverse, che in te hanno trovato una fusione molto bella, se ci vuoi raccontare come è stato l’inizio della tua carriera e anche della tua passione per la fotografia.

LB: Il mio approcio con la fotografia è iniziato prestissimo, appena adolescente, era uno dei pochi linguaggi che mi permettesse di raccontare la mia vita, le mie esperienze, i miei incontri e le mie passioni, percui le primissime cose sono state da adolescente, la parte politica e quella sportiva, quindi dei campi completamente diversi, che poi negli anni, è diventata una professione perché sono diventata socia di una piccola casa discografica indipendente e dentro questa struttura ho avuto la fortuna di incontrare tutta una serie di musicisti italiani e stranieri che in quel periodo in Italia era chiamata la New Wave Italiana e contemporaneamente arrivavano dei gruppi dall’Inghilterra e l’America che stavano sperimentando, percui usavano la musica come luogo per cercare alcune vie, e quindi io giovane fotografa, è stato veramente un mondo che mi ha aperto alla voglia di sperimentare, raccontare attraverso l’immagine quello che era un concetto, progetto musicale che poi magari si realizzava in un disco  o in un concetto.

DF: Quindi all’inizio era più passione e non pensavi potesse diventare una professione, o già da subito hai avuto l’idea che quella sarebbe stata la tua strada nella vita?

LB: Sai, le cose diventano anche senza troppa consapevolezza, io la fotografia che fosse il mio terzo occhio l’ho percepito fin da subito, perché, appunto dico sempre che sono una scrittrice o pittrice mancata, all’epoca non avevo capacità per essere ne una scrittrice e ne una pittrice, per cui la fotografia è stato uno strumento che è andato ad assolvere le mie esigenze che erano di raccontare e di raccontare per immagini, già a 19 anni lavoravo con la fotografia, perché le prime collaborazioni con riviste musicali sono iniziate prestissimo, avevo 19/20 anni quando lavoravo per “CIAO 2001” e altre, a cui offrivo dei servizi fotografici legati all’arrivo di questi gruppi stranieri che arrivavano in Italia, magari facendo tappa unica, e io venivo coinvolta per raccontare questi incontri. … Continua a leggere

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Gli scatti di Arif Asci e Evgen Bavčar in mostra a Roma

Il Museo di Roma in Trastevere e il Museo dei Fori Imperiali, strutture appartenenti al circuito dei Musei in Comune, ospiteranno due interessantissime mostre fotografiche che teniamo a segnalarvi.

Gli scatti esposti sono frutto di percorsi personali del tutto differenti sia per distanza temporale tra i due artisti che per provenienza geografica, un gioco di colori e paesaggi una e profonda spiritualità in bianco e nero l’altra.

Al Museo dei Fori Imperiali ai Mercati di Traiano saranno esposti dal 14 Febbraio e fino all’ 11 Marzo 2012 gli scatti del contemporaneo fotografo turco Arif Asci.

L'ultima Carovana - diritti riservati

“Mostra Fotografica e Audiovisiva del grande fotografo contemporaneo turco Arif Asci, che ha ripercorso, con una carovana di otto perone e dieci cammelli, un antico tracciato commerciale partendo da Xian ed arrivando ad Istanbul. Il viaggio, attraverso Kyrgyzstan, Turkmenistan e Iran, è durato 18 mesi per un tragitto di 12mila chilometri” da qui il titolo “L’ultima carovana”, questa esposizione è parte del programma di undici mostre organizzate a Roma per “Vie della Seta” Biennale Internazionale di Cultura dedicata a quei Paesi del Medio ed Estremo Oriente che, fino al XIII secolo, in sostanza fino ai viaggi di Marco Polo, hanno costituito un mistero per l’Europa.

Al Museo di Roma in Trastevere si potrà vedere dal 19 Febbraio fino al 25 Marzo 2012 la mostra “Il buio è uno spazio” di Evgen Bavčar.

Il buio è uno spazio - diritti riservati

“Le immagini di Evgen Bavčar sono una vera e propria sfida al limite fisico della sua cecità. Ognuna di esse, nella sua poeticità, rimarca una volta di più quanto guardare e vedere siano due concetti estremamente diversi, e sottolinea la profonda sensibilità di questo incredibile fotografo che riesce a mostrarci aspetti del visibile a noi ignoti. Le opere prendono forma dai suoi ricordi e dalle suggestioni evocate dal mondo circostante, che Bavčar rielabora con grande profondità, creando “visioni dell’anima” oniriche ed emozionanti”.

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Le ultime news e la fotografia di viaggio, con Dario de Cristofaro e Massimo Fioravanti!

 

Pubblichiamo oggi la nuova puntata del nostro Podcast audio, ospite dell’intervista il fotografo romano Fabio Massimo Fioravanti! Continuiamo a parlare di fotografia di viaggio con il nostro ospite nel fotobar Dario de Cristofaro, di cui abbiamo apprezzato il reportage su Cuba.

Non perdete l’occasione di vincere un libro di Michael Freeman! Cliccate qui per i dettagli… è completamente gratuito!

Siamo raggiungibili da iTunes, per abbonarsi in modo facile e gratuito tramite il servizio Apple cliccate qui

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Cliccate i player qui sotto per ascoltare la puntata in formato AAC o MP3, potete anche scaricarvela seguendo il link “download” riportato subito sotto i rispettivi player.

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Da Steve McCurry con Discorsi Fotografici!

Lo staff di Discorsi Fotografici è lieto di invitarvi alla prima “mostra insieme”: approfittando della mostra del grande fotografo Steve Mc Curry a Roma abbiamo pensato di andarci anche con voi!
Avremo l’occasione di conoscerci e scambiare le opinioni da fotografo a fotografo. Se avete voglia di conoscere chi si cela dietro le voci del nostro podcast ecco l’occasione!

L’appuntamento è al Macro Testaccio di Roma, Piazza Orazio Giustiniani 4

Sabato 14 Gennaio 2011 alle ore 16:45

Mappa dell’evento

Partecipa all’evento da Facebook 

SCONTO DI 5 € SUL PREZZO DEL BIGLIETTO PER I SOCI ORDINARI E SOSTENITORI!!!

Come si diventa socio? Scoprilo qui: http://www.discorsifotografici.it/sostienici/

 

 

 

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Una grande retrospettiva di Robert Mapplethorpe

A Milano presso la Fondazione FORMA per la Fotografia è in corso e sarà visitabile fino al 9 aprile 2012 una grande retrospettiva che ripercorre la carriera e l’opera di Robert Mapplethorpe.

Autoritratto, 1980 © Robert Mapplethorpe Foundation

Mapplethorpe è stato un fotografo attivo nella  New York degli anni settanta e ottanta, dopo aver seguito gli studi artistici presso il Pratt Institute di Brooklyn, influenzato da artisti come Joseph Cornell e Marcel Duchamp, Mapplethorpe si avvicina alla fotografia componendo dei montaggi con materiale fotografico di repertorio, quelle opere che vengono definite “mixed-media collages”, è solo nel 1970 dopo aver acquistato una Polaroid che inizia a scattare. Famose sono le sue composizioni di nature morte e i suoi ritratti.
Qualche anno dopo acquista una Hasselblad medio formato e con il tempo diventano soggetti preferiti dei suoi scatti i nudi sia maschili che femminili, ripresi in composizioni quasi rigide che a tratti ricordano il “modo di stasi” della statuaria classica.
Mapplethorpe lavora nel pieno della rivoluzione pop e new dada, a contatto con artisti come Andy Warhol, celebre il suo ritratto in uno scatto del 1986. Dello stesso anno  è il bellissimo ritratto della cantante Patti Smith, da sempre sua fonte di ispirazione, conobbe la cantante nel 1968, per la quale curò le copertine dei dischi.
Mapplethorpe continua lavorare e a fotografare nel suo modo preciso e impeccabile fino alla fine degli anni ottanta.
La biografia completa la potete trovare sul sito della “The Robert Mapplethorpe Foundation” .

“La mostra, proveniente dalla Robert Mapplethorpe Foundation di New York, comprende 178 fotografie e rappresenta un’occasione unica per ripercorrere, con un unico sguardo retrospettivo, il lavoro di Mapplethorpe, dalle prime polaroid alla sconcertante serie dedicata a Lisa Lyon, alle splendide immagini dedicate al corpo maschile, indagato e celebrato come mai prima di allora, all’omaggio alla sua musa Patti Smith, agli insoliti,teneri e malinconici ritratti di bambini.
L’estrema contemporaneità e la grande classicità di Mapplethorpe è tutta in questa possibile perfezione da raggiungere e da realizzare nel breve lasso di tempo di uno scatto, di una sessione di posa.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Contrasto.”

Tutte le informazioni  sulla mostra le potete trovare sul sito della Fondazione FORMA per la Fotografia

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