Discorsi Fotografici

Cuba, un reportage di Dario de Cristofaro

Discorsi Fotografici ospita quest’oggi il bellissimo reportage del fotografo napoletano Dario de Cristofaro sull’isola di Cuba, visto con un occhio diverso da quello di un qualsiasi turista.

DF: Benvenuto su Discorsi Fotografici e grazie per il tuo contributo! Per iniziare parlaci un poco di te.

DDC: Iniziare così è un po’ come rispondere alla fatidica domanda “a piacere” che veniva fatta a scuola. E, ovviamente, la prima cosa che viene detta magari è la più scontata: Amo la Fotografia.
Scatto foto, da sempre. Da bambino in gita con la scuola; da grande in giro con qualcuno; a volte in giro con me stesso (una compagnia ingombrante!).
Non amo le etichette in genere, e, allo stesso modo non saprei darmi una classificazione.
Paesaggista, ritrattista, reporter… tutte belle parole. Diciamo che mi limito a fotografare ciò che mi interessa. Con questo non voglio lasciar intendere che non si debba avere una preparazione adeguata al genere che si vuole affrontare,ma, più semplicemente, che ogni tecnica debba essere semplicemente il medium per dire qualcosa nel miglior modo possibile

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Il vaso

Tutto è cominciato da un’occasione fortuita, un invito in’aspettato di un amico scultore a visitare un mercatino in un casale alle porte di Roma. Una splendida giornata estiva, così decido di prendere moglie, figli e macchina fotografica e accettare l’invito. “Le mani”, sono sempre stato attratto da questi “utensili” per la loro duttilità, perchè riescono a trasformare un idea, un pensiero in un oggetto materiale. Ecco perchè in questo periodo della mia vita fotografica amo fotografare artigiani impegnati nel loro lavoro, bambini che colorano, per cercare di immortalare con una foto quel pensiero che prende forma. Il mio amico in tutta la mattinata si è dedicato al ritratto a matita di alcune persone presenti al mercatino, sul finire della giornata si è seduto sul tornio a pedale e ha preso un pezzo di creta fra le mani, lì è scattata la scintilla, il richiamo, e così ho cominciato ad osservarlo a cercare il momento giusto per lo scatto, non sono un tipo che ne fà molti, anzi cerco di farne pochi ma buoni (almeno ci provo). E così ecco l’attimo giusto lui crea il cilindro con la creta e la bagna con l’acqua per modellarla, per creare il foro al centro, la mano appena staccata dal pezzo che ancora gocciola, in quel momento scatto mettendo a fuoco il vaso impostando la massima apertura di diaframma, subito rivedo la foto sul display e già sento che sarà una delle mie foto preferite. In post produzione ho dato questo viraggio su tutta la foto per dare un tocco retrò, come è il mestiere del vasaio.

Cristiano Testa

Il sito di Cristiano

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Pino e Filippo Coscetta, nei borghi antichi la storia è vita.

Discorsi fotografici ha intervistato Pino e Filippo Coscetta, autori del bellissimo libro “Nei Borghi Antichi la Storia è Vita”, che raccomandiamo di consultare a questo indirizzo

Pino e Filippo Coscetta, il primo giornalista e il secondo fotografo-giornalista laureato in Scienze della Comunicazione, padre e figlio responsabili di un progetto ambizioso finanziato dalla Provincia di Roma “Nei Borghi antichi la storia è vita”. Raccontateci la vostra esperienza. Quali gli obiettivi di questo lavoro? … Continua a leggere

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Lo scatto che ho fatto

Mannaggia! Se avessi avuto la macchina fotografica, avrei potuto…” … “Cavolo! Non ho fatto in tempo a scattare!” … “Oh no! Si sono scaricate le batterie sul più bello!
Chiunque ami andare in giro con una macchina fotografica appesa al collo, alla ricerca di scene da immortalare, sensazioni da conservare o storie da documentare, avrà a volte fatto pensieri del genere. … Continua a leggere

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Ferdinando Scianna, fotografia della memoria

“Ho cominciato a fotografare perché la Sicilia era là”

Ferdinando Scianna, fotografo italiano tra i più noti e fortunati (grazie anche alle sue “incursioni” in ambiti trasversali come moda e cinema), nasce a Bagheria nel 1943, in un momento in cui la Sicilia attraversa una serie di profondi cambiamenti: il dopoguerra, la modernizzazione, il fermento politico e sociale. Lasciati gli studi universitari si dedica interamente alla fotografia, dando l’avvio a quella che sarà la sua “mission” principale: raccontare la sua Sicilia attraverso i volti e i gesti delle persone, il fascino arcaico e austero dei paesini e delle campagne, la religiosità delle feste e il mistero profondo e sconfinato di quel mare che ogni siciliano si porta dentro. … Continua a leggere

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