Discorsi Fotografici

Inquadrare il moderno. Architettura e fotografia in Italia 1926-1965

MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo, Roma – Dal 24 marzo al 22 maggio 2011
A cura di Robert Elwall e Valeria Carullo, British Architectural Library Photographs Collection, Royal Institute of British Architects, LondraSala Carlo Scarpa

 

Con oltre 100 foto d’epoca provenienti per la maggior parte dalle raccolte del RIBA British Architectural Library Photographs Collection di Londra, la mostra inaugurata al MAXXI di Roma indaga come la fotografia, fin dal momento dalla sua apparizione, abbia profondamente influenzato lo studio e la pratica dell’architettura.

Ciò è particolarmente evidente a partire dagli anni ’20, con l’avvento del Movimento Moderno (rappresentato in Italia dal Razionalismo), che rivoluzionò entrambe le discipline attivando un rapporto di scambio reciproco senza precedenti. L’esaltazione dell’opera dell’uomo rispetto alle cose esistenti in natura, tipica del periodo, conferì un nuovo status alle opere di ingegneria e di architettura, riconoscendole come soggetti privilegiati per la fotografia. Una fotografia che assunse in quegli stessi anni un carattere più dinamico, che favoriva l’utilizzo di punti di vista non convenzionali – come la veduta dal basso o quella a volo d’uccello – gli improvvisi cambiamenti di scala, i forti contrasti tonali, l’astrazione geometrica e i contorni netti. Questa nuova sensibilità artistica si sviluppò anche grazie all’introduzione di una nuova serie di macchine fotografiche più maneggevoli, piccole e leggere, in grado di riprodurre la rapidità dello sguardo.

La mostra intende indagare il legame tra architettura e fotografia in Italia in questo specifico periodo storico, evidenziando sia il lavoro dei fotografi, che il ruolo delle riviste specializzate, a cui va il merito di aver reso l’architettura fruibile al vasto pubblico.

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La storia dietro uno scatto: Abbraccio sulla torre di Pisa


Nel febbraio 2008 un ennesimo viaggio di lavoro mi ha portata nella bella città di Pisa, tra Arno e ceciata toscana, dove ho trascorso lì tre giorni.

Aggirandomi da un ufficio all’altro, sempre a piedi e con la sola compagnia dei pensieri e del lavoro ho avuto poco tempo per godermi la vista dei monumenti o dei bei negozi del centro. Così dopo l’ultimo sopralluogo ho deciso di farmi una bella passeggiata con calma. La giornata era fredda, il vento pungente e il cielo nuvolo, ma non mi sono scoraggiata dal portarmi dietro la macchina fotografica che usavo per lavoro, la solita compattina robusta. … Continua a leggere

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The Baltic Ring: un reportage di Roberto Valentino

Discorsi Fotografici ospita a partire da oggi il reportage sul viaggio intorno l’Anello Baltico del fotografo Roberto Valentino, di cui invitiamo i lettori a visitare il sito, un reportage che abbiamo deciso di dividere in puntate dal momento che ognuno dei luoghi visitati è stato descritto in modo approfondito dall’autore.
Oggi, successivamente all’intervista, pubblichiamo la parte del suo lavoro dedicata a Vilnius

DF: Benvenuto su Discorsi Fotografici e grazie per il tuo contributo! Per iniziare parlaci un poco di te.

RV: Non sono un fotografo professionista, e sinceramente non credo sia nelle mie corde la fotografia intesa come professione. Mi piace molto fotografare però, anche indipendentemente dal risultato finale. Certo quando scatto ho bene in mente cosa vorrei ottenere una volta stampata la foto e mi impegno molto per migliorare i miei risultati ma ciò che realmente mi piace fare non è guardare fotografie ma farle. E’ una cosa che mi rilassa e mi aiuta a comprendere meglio ciò che mi sta intorno. Ho una buona memoria fotografica e sembra che tutto ciò che inquadro attraverso l’obbiettivo rimanga più nitido nella mia memoria indipendentemente dalla foto finale. Mi piace molto viaggiare e fotografare mi aiuta e tenere bene in ordine nella memoria le cose che vedo.

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“NON PENSARE, SCATTA!” – CONSIDERAZIONI SULLA LOMOGRAFIA

Erano gli anni Novanta quando due studenti austriaci trovarono alcune macchine fotografiche compatte 35 mm di marca LOMO in un mercatino dell’usato.
L’acronimo (Leningradskoe Optiko-Mechaničeskoe Ob”edinenie) si riferisce ad un tipo di obiettivo concepito nell’ex Unione Sovietica durante il secondo conflitto mondiale, che grazie alle particolari caratteristiche di luminosità delle lenti, che permettevano il rilevamento di soggetti molto distanti, veniva impiegato per scopi bellici.
Il fortuito ritrovamento da parte dei due studenti, rimasti sorpresi dall’inconsueta resa fotografica dell’apparecchio, darà il via ad un vero e proprio fenomeno culturale e commerciale che sta vivendo negli ultimi anni un ulteriore revival, grazie anche alle nuove tecnologie e al web. … Continua a leggere

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I Professionisti, un articolo di Mauro Villone

Discorsi Fotografici ha il piacere e l’onore di ospitare sulle pagine del sito un articolo di Mauro Villone, giornalista de La Stampa, che ci ha gentilmente concesso la ripubblicazione del seguente ottimo pezzo:

Un mondo che cambia sempre più velocemente.

I PROFESSIONISTI

Reazioni e adattamento all’affermarsi di nuove tecnologie.

Ho deciso di affrontare un argomento delicato e di grande importanza che ho intitolato “I Professionisti” poiché nel mondo della fotografia questa è la categoria che sembra patire maggiormente i cambiamenti. Avrei anche potuto chiamarla in altri modi, ad esempio: “I Dilettanti”, ma oltre a sembrare vagamente offensivo sarebbe forse stato meno coinvolgente. Oppure “Dove va la fotografia”, ma in tal caso mi sarebbe sembrato presuntuoso, visto che non è ho la minima idea.

“I Professionisti” mi darà inoltre la possibilità in futuro di ospitare proprio in queste pagine interviste e opinioni appunto di professionisti, magari grandi professionisti, che conoscono senza dubbio meglio di me l’argomento.
La posizione delle diverse categorie di chi si occupa in un modo o nell’altro di fotografia è un tema da sviluppare. E’ un campo nel quale ci troviamo di fronte a molto “non detto”. Ritengo che aprirsi al dialogo sia importante.
Inoltre storicamente la fotografia è sempre stato un settore trasversale nel quale, specie in Italia, qualifiche, albi, associazioni di categoria, non sono mai state troppo chiare, così come la normativa generale sulla professione.
Voglio iniziare con alcune premesse. Prima di tutto sottolineo che quello che scriverò è ovviamente la mia opinione personale, la quale scaturisce da una serie, ormai abbastanza lunga, di esperienze di vita professionali, umane e artistiche.
In secondo luogo mi pare doveroso dire che non nasco affatto come fotografo professionista in senso stretto, anche se in passato ho pubblicato spesso i miei reportage su diverse testate nazionali (correttamente retribuito), ma d’altra parte, occupandomi di scriverne, e occupandomi di organizzare mostre, eventi, workshop e ricerche sull’argomento penso di rientrare a buon diritto in quella categoria di uomini di fotografia, pazzi e sognatori, che vogliono a tutti i costi fare qualcosa di interessante che non da troppo da mangiare. … Continua a leggere

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