Discorsi Fotografici

Progetto Marina di Eboli

Nel giorno solitamente legato al reportage di viaggio, desideriamo pubblicarne uno molto particolare. Un nostro lettore, Armando, testimonia attraverso i suoi scatti una delle (purtroppo) tante realtà di degrado ambientale che il nostro caro Bel Paese deve subire ormai da anni. Lasciamo alle sue parole e alle sue belle foto l’illustrazione della problematica.


La marina di Eboli è situata a circa 20 km dal centro abitato in una porzione di fascia costiera che la vede esattamente al centro fra la costiera amalfitana e quella cilentana. Tale posizione indurrebbe a pensare che l’ importanza di due delle più belle coste d’italia abbia influito positivamente sulla bellezza del litorale ebolitano, ma chi dovesse capitare anche per una semplice passeggiata verrebbe immediatamente deluso dallo spettacolo che si presenterebbe. … Continua a leggere

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Fotoviaggiando: Aspettando la fioritura

Discorsi Fotografici inaugura quest’oggi una nuova rubrica a cura di Francesco D’Alonzo. La rubrica Fotoviaggiando consiglia itinerari più o meno famosi lungo i quali poter incontrare ottimi scorci da immortalare, oltre a conoscere luoghi nuovi.


Eccomi qua, mi presento, forse avete letto il mio reportage sull’Irlanda, sono Francesco D’Alonzo e sono qui a presentarvi una mia rubrica, che ho voluto chiamare “Fotoviaggiando”. Di cosa si tratta? Questa rubrica cercherà di far conoscere a chiunque, fotografo o no, paesaggi, luoghi, culture, con le quali entro in contatto ogni qualvolta riesco a dedicare del tempo alla mia passione fotografica.

Come prima uscita di questa mia rubrica vorrei portarvi a conoscenza di un luogo che forse ai più non dice niente ma che invece rappresenta una vera miniera fotografica, paesaggistica, culturale, sto parlando di Castelluccio di Norcia. C’ e una catena montuosa che si erge nel cuore dell’Italia fino a raggiungere con il Monte Vettore i 2400m, e che vede oggi la sua tutela affidata al Parco Nazionale dei Monti Sibillini. All’interno di questo parco si erge come unico baluardo all’interno di una piana sconfinata il paese di Castelluccio, o meglio ciò che rimane della vecchia fortificazione cinquecentesca, e cioè una parte del vecchio borgo dal quale si gode di una vista sconfinata. … Continua a leggere

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Il Parco Naturale Orsiera Rocciavré in B&W, un reportage di Dario Bonetto

Discorsi Fotografici ha il piacere di ospitare il bel reportage in bianco e nero sul Parco Naturale Orsiera Rocciavré, situato in Piemonte, del fotografo piemontese Dario Bonetto.

DF: Benvenuto su Discorsi Fotografici e grazie per il tuo contributo! Per iniziare parlaci un poco di te.

DB: Mi chiamo Dario Bonetto e sono un appassionato fotografo di quarantaquattro anni. Dopo aver fotografato per 17 anni su pellicola con all’attivo mostre personali e premi nei concorsi organizzati dalla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche), nel 2007 sono approdato al digitale che mi consente non solo di rappresentare la realtà, ma anche di interpretarla secondo uno stile personale.
Prediligo il Reportage e la fotografia paesaggistica e nelle immagini realizzate, ho sempre cercato di privilegiare il lato artistico, andando ad “inseguire” quella luminosità che mi piace definire “EvocativA” scattando spesso in controluce e impiegando “tempi lenti” allo scopo di esaltare il movimento e la forma. Amo le composizioni semplici, in cui la Luce diviene appunto la vera protagonista dell’immagine. Per me fotografare significa innanzitutto “Catturare il momento che mi ha reso felice” e condividerlo con chi ha voglia di soffermarsi ad osservarlo. Mia moglie Daniela e nostra figlia Alice di 10 anni condividono con me la passione per i viaggi. Risiedo ad Airasca in provincia di Torino a pochi chilometri dalle Vallate Olimpiche di Torino 2006.
La fotografia in Black & White mi ha sempre affascinato. Al contrario del colore, permette di far assumere all’immagine un fascino eterno. In questa ricerca iconografica, ho cercato di trasferire l’essenzialità del monocromatico sul Parco piemontese a me più caro. Ho deciso di concentrarmi su questo grandioso ambiente naturale anche per la vicinanza che mi ha permesso di trovarmi al posto giusto al momento giusto riuscendo così a documentare situazioni di luce molto particolari. Nel BW la sublimazione della luce e il contrasto degli elementi diventano parte integrante di ciò che stiamo fotografando. “Cogliere l’attimo e catturare la luce” è la prerogativa per avere un buon negativo digitale (RAW) che in “Camera Chiara” viene trasformato da colore in toni di grigio, diventando così un opera unica e a volte irripetibile. In questo lavoro, ho dato più importanza alla creazione dell’immagine che alla sua documentazione. Luce, soggetto, sfondo e composizione devono comunque fondersi all’unisono indipendentemente dalla tecnica utilizzata. Agli scatti “classici” ho cercato di affiancare immagini minimaliste dove proporzione, linea, forma e grana diventano gli assoluti protagonisti della creatività fotografica.
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Paolo Cantarella, il Fotobar e Michael Yamashita a Discorsi Fotografici!

Pubblichiamo oggi la quinta puntata del nostro Podcast audio, con Paolo Cantarella, le ultime novità e il grande fotografo del National Geographic Michael Yamashita.

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Roma, memorie suburbane – Una mostra di Alberto Guerri

Inaugurazione: venerdì 11 febbraio 2011 alle ore 18:00
Casa dell’Architettura, piazza Manfredo Fanti, 47 Roma

La mostra rimarrà esposta fino al 24 febbraio

Discorsi Fotografici ha visitato la mostra, trovandola davvero interessante e proponendo al fotografo Guerri una intervista da pubblicare nei prossimi podcast. Raccomandiamo senza dubbio questa esposizione di scatti in HDR, sapientemente utilizzato, che ci mostra dei lati della Capitale che magari vediamo spesso ma a cui non diamo la giusta attenzione perché riteniamo poco attraenti. Riportiamo il testo che accompagna la presentazione:

Cinquanta immagini scattate da Alberto Guerri per indagare uno degli aspetti che caratterizzano con più forza i luoghi della capitale: il rapporto con il passato. E il passato di Roma non ha lasciato tracce solo nel centro storico ma anche fuori della cerchia delle mura aureliane. Un passato che riaffiora ovunque e ha creato spazi affascinati, a volte dolorosamente affascinanti, luoghi che comunque vale la pena di raccontare. Il viaggio parte dall’Esquilino, quasi un omaggio alla Casa dell’architettura: questo rione denso, centrale e al tempo stesso marginale, dominato dalla mole delle stazione Termini, da tempo un territorio in bilico fra riqualificazione e degrado. Passeggiare per le sue strade è un po’ come osservare gli strati geologici della nostra storia, improvvisamente messi a nudo da un sisma violento: Roma antica, barocco, periodo umbertino e poi il ‘900, dal Fascismo all’oggi.

Il viaggio prosegue con un percorso centrifugo, alla scoperta o riscoperta di detriti sparsi un po’ ovunque, muti testimoni che provano a mantenere una parvenza di dignità di fronte alla quotidiana violenza dell’inquinamento, del traffico, del parcheggio selvaggio. Un passato dai mille volti, dunque: l’antichità classica ma non solo. Ci sono i resti di ambienti rurali che la crescita della città ha imprigionato all’interno del tessuto urbano: la Caffarella o la valle dei Casali, ad esempio. C’è l’archeologia industriale, come quella che, al quartiere Ostiense, si specchia nel Tevere.

«...la storia di Roma non si è fatta solo nel centro storico ma, specie a partire dalla seconda guerra mondiale, soprattutto in periferia: la Resistenza, i bombardamenti, le migrazioni, i movimenti, la nuova immigrazione… Centocelle, ad esempio, non è solo una periferia, ma è anche un luogo intensamente vissuto e carico di investimenti anche emotivi; un luogo che dà un’identità. Perciò un elemento che sembra attraversare queste foto è l’ambivalenza fra nostalgia e progresso, la semplicità e l’aria pulita perdute, e un grado di prosperità, magari consumistica, conseguito…Pare di stare contemporaneamente dentro una metropoli e dentro un paese. La mente si affolla d’immagini…» dalla prefazione di Doriano Fasoli al catalogo della mostra

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