LowePro FastPack 100 e il koala sul groppone

Si, proprio questa è la sensazione che ho provato il primo momento quando nella Fnac della Bufalotta, a Roma, ho chiesto alla signorina addetta al reparto fotografia di provare lo zainetto; sensazione poi confermata quando ho iniziato ad usarlo (dopo averlo comprato, ovviamente) e a riempirlo col “materiale” fotografico e non.

Il prezzo è intorno agli 80 euro (qualcuno me ne ha chiesti 100) e non mi è sembrato affatto eccessivo: buone cuciture, sufficienti scomparti (in quantità proporzionata alla dimensione ridotta ed alla forma compatta), struttura piuttosto leggera e spalline comode ed aderenti.

Prima di decidermi al suo acquisto, ho girato alcuni negozi di Roma per studiare le diverse alternative disponibili sul mercato in grado di soddisfare la mia idiosincrasia verso il portare più di una cosa per le mani (una busta o una borsa o un borsello o uno zaino) e la propensione quasi maniacale ad avere il contenuto ordinato, ben disposto e rapidamente accessibile.

Le possibili alternative erano costituite da borse quasi quadrate di morbida fattura ed abbastanza aderenti alla coscia, zaini enormi con una ventina di scomparti e con la suddivisione fra la parte superiore (spazio libero) e la parte inferiore (spazio con i divisori rimovibili dedicato alla protezione della macchina fotografica), borse ovali con solo divisori rimovibili adatti ad occupare tutta la schiena fino alle natiche ed a portare con sé anche tre o quattro zoom, oltre a flash (almeno due) ed accessori quali batterie, memorie, cavalletto etc etc…

Ovviamente nessuna di queste alternative coincideva con le mie esigenze di compattezza e rapidità di accesso: provate, infatti, ad aprire in metro uno zaino con tutti gli obiettivi ben legati e a montarli senza mostrare agli spettatori il parco macchine di cui si dispone oppure a camminare con tutti gli oggetti disposti in una borsa rettangolare che sporge da un solo lato del corpo ed il cui peso grava sulla gamba corrispondente e sulla spalla opposta…

Navigando sul web, però, avevo notato che alcuni prodotti avevano la caratteristica dell’accesso laterale: era possibile, cioè, accedere al vano ‘corpo macchina’ da un lato dello zaino. In tal modo era possibile tirar fuori rapidamente la macchina fotografica senza togliere lo zaino da entrambe le spalle e senza mostrarne il contenuto.

Cominciai, perciò, a cercare zaini di questo tipo ed alla fine trovai il LowePro FastPack 200.

Osservandolo bene aveva – come altri zaini – la parte superiore separata dal vano inferiore, quest’utlimo con gli scomparti e la ricercata apertura laterale.

Era abbastanza comodo, pur essendo un po’ grande, e notevolmente capiente per una normale reflex + obiettivo, ulteriore obiettivo ed un flash (anche due). Nella parte superiore, invece, potevano tranquillamente essere ospitati un panino (anche due) una bottiglietta d’acqua, un ombrello compatto (al posto del secondo panino), caricabatterie per cellulare e macchina fotografica ed anche per le stilo (sembra tanto ma opportunamente incastrato entra tutto, basta accordarsi sulle dimensioni del panino).

Ma non mi soddisfaceva: sulle spalle era leggermente largo (è chiaramente un’impressione estremamente soggettiva) e nonostante avesse le due spalline mi dava la stessa sensazione di instabilità di un monospalla che avevo accuratamente scartato nella ricerca.

Dopo un po’, alla Fnac, vidi uno zaino molto simile a questo ma di dimensioni ancora più contenute: il FastPack 100. Nella parte inferiore entrava un solo corpo macchina con un obiettivo ed un flash, o un obiettivo aggiuntivo più qualche accessorio tipo minicavalletto o telecomando, ed eventualmente un caricabatterie (in realtà entrava anche un secondo piccolo flash, ma della serie non orientabile e compatta).

Nella parte superiore entrava il solito panino e un ombrello o una bottiglietta d’acqua. Indossato risultava molto ben saldo sulla schiena (come un koala, appunto), non oscillava e non sbilanciava il corpo, nemmeno durante una corsa (per prendere l’ultimo bus, ad esempio); era facile sganciarlo dal lato destro ed inclinarlo per prendere la reflex dall’apertura laterale, assicurandone la posizione con il braccio sinistro.

Come la versione più grande, anch’esso era dotato di scomparti interni nella parte superiore per telefono, penne, blocchetti etc etc… e di due tasche esterne abbastanza sottili ma utili per separare e disporre materiale di piccolo calibro. Numerosi anche i minuscoli scomparti per la sistemazione delle memorie aggiuntive; in particolare, due nella tasca laterale della reflex e sei in un astuccio a parte agganciabile allo zaino tramite un gancio.

“Mi scusi, signorina, prendo questo allora… quant’è?”

Luigi Damiano Russo

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