Discorsi Fotografici

Andrea Morico, fotografie di un istante

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di Silvio Villa

Spesso in fotografia si cerca di superare il limite della fissità delle immagini proponendo opere che comunichino il movimento, il divenire, il fluire del tempo, lasciando magari in chi le osserva una domanda su cosa sia accaduto negli istanti successivi allo scatto.

Andrea Morico, fotografo marchigiano che già ci aveva emozionato 5 anni fa con il suo lavoro sulla Piana di Castelluccio (lavoro quanto mai attuale dopo il triste martirio subito da quelle splendide terre durante il recente terremoto), non è fra quei fotografi votati alla trasmissione del movimento; i suoi scatti infatti incarnano pienamente il pensiero di Dorothea Lange, secondo la quale la fotografia estrae un istante dal tempo, alterando la vita costringendola a fermarsi. … Continua a leggere

Sony, Fujifilm, Nikon, le ultime novità e Raimondo Musolino a Discorsi Fotografici!

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Nel podcast del sesto compleanno torna a trovarci il caro Raimondo Musolino, con il quale parleremo del presente e del futuro della fotografia grazie alla sua lunga esperienza e sensibilità nell’ambito artistico e culturale. Nel fotobar curiosità e considerazioni su marchi famosi e le ultime novità.

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Come fotografare il cielo notturno

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di Federico Emmi

Se c’è un genere fotografico che ha un certo fascino, senza per altro mai perderlo, sicuramente è la astrofotografia. Al contrario delle altre tipologie, dove l’orario dello scatto può conferire una espressione particolare, in questa, tutta la bellezza si concentra in poche ore, quelle buie, oltre tutto con il fascino di un cielo che progressivamente cambia con il lento spostamento della terra.
A rendere l’astrofotografia complicata è l’esposizione, più faticosa, perché l’intensità luminosa diminuisce con il quadrato della distanza, ciò implica che per fotografare le stelle occorre un approccio rigoroso, quasi scientifico, nelle impostazioni di sensibilità sensore, tempo di esposizione e diaframma. Senza poi dimenticare la rotazione terrestre e l’inquinamento luminoso. Insomma, l’astrofotografia è affascinante, ma difficile, per questa ragione è consigliato affidarsi a un buon libro che illustri tutti i passaggi che dallo scatto alla post produzione permettono di esprimere tutta la bellezza del cielo stellato sopra di noi. … Continua a leggere

Canon XC10 – La recensione di Discorsi Fotografici!

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A cura di Federico Emmi

INTRODUZIONE

Alla fine degli anni novanta, esaurita la stagione del video registratore, l’oggetto del desiderio di grandi e piccoli si spostò sulla video camera e senza dubbio uno dei produttori leader al tempo era proprio Canon. Impossibile dimenticare la famosa Optura, quasi quadrata, compatta, ergonomica. Dopo circa 20 anni è arrivata sul mercato la XC10, nuova nelle caratteristiche, con un design rivisitato, ma con lo sguardo comunque rivolto al passato. Purtroppo negli ultimi tempi Canon sta subendo una serie di critiche dal severo mondo dell’imaging di consumo, soprattutto in ambito semi professionale, complici anche alcune scelte commerciali molto discutibili. Questo ha portato a una generale perdita di entusiasmo e a una progressiva mancanza di incisività sul mercato, laddove un tempo gli annunci di nuovi prodotti erano carichi di quella speciale sensazione di positiva attesa, ovvero adrenalinica. È anche vero che da qualche tempo le analisi dei prodotti tendono a limitarsi agli aspetti puramente hardware, in parte software, enfatizzando il miracolo e al contempo tralasciando tutta una serie di caratteristiche che però aiutano a rendere completo un modello. Per intenderci, avere sensori con una gamma estesa, insuperabile, in vetta alle classifiche della qualità, ma che poi obbligano a un uso nervoso della fotocamera perché la batteria si scarica troppo velocemente, oppure alla eccessiva miniaturizzazione, ai problemi di surriscaldamento; non rendono il prodotto completo, al contrario privilegiano una creatività caotica. La Canon XC10, da poco aggiornata con la XC15, non è stata accolta in maniera favorevole, principalmente per il prezzo 2600€ e per il sensore da un pollice. Durante il test è apparso evidente che le critiche si limitano alla lettura delle caratteristiche, dalle quali se ne dovrebbe ricavare un sostanziale flop, quando nell’utilizzo la realtà dice esattamene il contrario.

CARATTERISTICHE

La XC10 ha ricevuto la stessa cura nella progettazione, apprezzabile in tutti i prodotti video e fotografici di Canon. Estremamente compatta, gode di una ergonomia senza paragoni. Il corpo machina è robusto, senza pregiudicare la leggerezza, tanto che risulta ideale per le riprese a mano libera e per quelle fatte con un drone. La disposizione dei controlli segue la logica di rendere il lavoro più efficiente, grazie all’ergonomia Canon che privilegia la disposizione intelligente dei bottoni. Apprezzabile il Grip dei comandi ruotabile, per permettere l’utilizzo della XC10 anche ad angolazioni estreme, oltre a consentire una facile sostituzione della batteria quando la camera è montata su un treppiede o su un rig. Significativa anche la possibilità di utilizzare le stesse batterie delle EOS 5D Mark III o IV o 6D, che non possono essere ricaricate direttamente in macchina con il caricabatteria in dotazione, ma che rendono la XC10 ideale per integrare un corredo EOS già esistente. Pratica la soluzione del bottone per lo start e lo stop delle registrazioni, lo stesso per scattare le foto, grande, rosso e posizionato molto bene. Per evitare eventuali blocchi della macchina dovuti a un possibile surriscaldamento, Canon ha inserito una ventola di raffreddamento del sensore e della circuiteria interna incredibilmente silenziosa. Doppio slot card, cFast 2.0 per la registrazione dei video in 4K e SD per quelli in Full HD o per le immagini. Schermo touch screen, già apprezzato sulla reflex 760D e la mirrorless M3 che eredita le gesture più utlizzate sugli smartphone, molto nitido e con un livello di personalizzazione che arriva alle regolazioni fini della retroilluminazione e della luminosità. Purtroppo non è completamente snodabile, prediligendo in questo un utilizzo più fotografico che videografico. La mancanza poi di un viewfinder elettronico è compensata dal loupe fornito con la macchina, una buona soluzione, il cui montaggio è un po’ complicato e con una resa qualitativa discreta, tanto che sarebbe stato più opportuno qualcosa di più raffinato. Ottima invece la risposta della ghiera della messa a fuoco, regolabile su tre livelli, che viene però compensata sia dalla mancanza di una seconda ghiera per il controllo diretto dei tempi di posa, che dall’assenza dei fondamentali bottoni per il cambio della iso e del bilanciamento del bianco, tutti disponibili come voce del menu. Qualche bottone personalizzabile in questo senso avrebbe permesso di ovviare parzialmente a questa lacuna. Il menu risulta chiaro, immediato e di semplice utilizzo, sfruttabile sia con le dita che con in comodo joystick posizionato sul grip dei comandi. Sfortunatamente non se ne può uscire facilmente premendo il bottone di scatto, cosa assolutamente comune addirittura nei modelli amatoriali, anche EOS, di fotocamere Canon, ma occorre ripercorre i passi a ritroso. Una noia probabilmente migliorabile con un aggiornamento del firmware, così come quella di avere un solo step di ingrandimento immagine per controllare il fuoco.

OBIETTIVO ZOOM

L’obiettivo, un 24-240mm in modalità foto, 27-270mm in quella video, è stato criticato soprattutto perché la XC10 non permette di utilizzare le numerose lenti Canon. Eppure questo zoom è una ottima lente, compatta e bel bilanciata anche nell’uso a cavalletto. Inoltre, pur non essendo motorizzato, il comando dello zoom risulta sempre efficace e veloce. La ghiera dentata che permette di cambiare il fuoco è assolutamente precisa, la cui resistenza è tra le altre cose impostabile nel menu in base alle esigenze. Alla massima lunghezza focale il limite di apertura massima a f5.6 può costringere ad aumentare le iso per recuperare luminosità. Viceversa laddove la luminosità è eccessiva il filtro ND con un solo step di regolazione non è sufficiente, sarebbe stato opportuno introdurne almeno un altro. Lo stabilizzatore di immagine dinamico e a cinque assi funziona estremamente bene nel formato Full HD con un minimo fattore di crop, mentre nella modalità 4K su tre assi e senza fattore di ritaglio svolge egregiamente il proprio lavoro. Il sistema di autofocus tracking è preciso in tutte le situazioni, benché la XC10 sia sprovvista del sistema Canon dual-pixel. Nella modalità registrazione 4K il tracking del focus si disabilità.

CARATTERISTICHE VIDEO

Quello che rende questa Canon XC10 un ottimo prodotto è nella qualità dell’immagine sia in 4K che in Full HD, grazie a alcune caratteristiche ereditate direttamente dalla famiglia EOS Cinema. Sicuramente l’uscita HDMI 4:2:2 a 10bit rappresenta da solo un enorme punto di forza, con un registratore esterno è paragonabile a una camera professionale con immagini che non ci si aspetterebbe da un sensore da 1 pollice. La felice scelta di utilizzare il codec video XF permette alla XC10 di ottenere una qualità eccellente, questa direttamente derivata dalla C300 Mark II, quindi un 4K a 305Mbit/s 4:2:2. La resa dei colori poi è stupefacente grazie ai profili colore che sono i migliori tra quelli in circolazione, senza contare il Canon-Log grazie al quale si ha una flessibilità di intervento in post produzione paragonabile a quella ottenibile con una camera più costosa. Pregevole inoltre la funzione di riduzione del rolling shutter sul formato 4K, ottenuto senza ritaglio, che non pregiudica il dettaglio dell’immagine. Ottima poi l’implementazione del timecode per lavori professionali, così come la pre record function, lo slow e fast record (slow motion a 100p purtroppo solo a risoluzione HD 720, laddove molte concorrenti fanno meglio da tempo). Da segnalare infine gli audio-scene preset.

CONCLUSIONI

La Canon XC10 rappresenta un ottimo prodotto, le cui caratteristiche la rendono a tutti gli effetti un prodotto professionale, rivolto certamente a tutti coloro che hanno necessità di arricchire il loro lavoro anche con clip video, quindi il mondo del brodcasting freelance, quello della produzione web in tutte le sue forme, la realtà di documentazione tramite ripresa dall’alto con un drone, l’affascinante ambiente della fotografia di matrimonio, solo per citarne alcuni. Molti hanno sottovalutato questa videocamera, forse perché sulla carta le caratteristiche sembrano inferiori rispetto alle concorrenti, senza però poi provarla realmente per apprezzarne le potenzialità. La qualità delle immagini è impressionante, commuovente, ritrovare la colorimetria Canon sul formato 4K, ora a meno di 2000 euro, è una grande gioia. La resa alle basse luci e il livello di gamma dinamica è sorprendente, tanto da garantire anche riprese a 4000 iso senza problemi, cosa che per un sensore da un pollice non è così scontata. Sfruttando l’uscita HDMI a 10 bit 4:2:2 con il profilo Canon-Log si rimane senza parole, la XC10 regala prestazioni cinematografiche ragguardevoli, con ampie possibilità di color grading in post produzione, tra l’altro una usabilità e una velocità di esecuzione sconosciute ad altre camere ben più blasonate e modulari. Con tutta probabilità chi ha criticato la Canon XC10 non ha mai visto i file prodotti. Questo suggerisce, volendo anche generalizzare il discorso, che occorre andare oltre le specifiche tecniche fredde, alle quali poi non corrisponde il calore, la profondità, la tridimensionalità delle immagini prodotte dalla videocamera.

Sony a6300 – La recensione di Discorsi Fotografici!

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A cura di Federico Emmi

Questa recensione è stata scritta prima che inaspettatamente Sony presentasse il nuovo modello a6500, l’autore ha ritenuto opportuno mantenerne intatto il testo. In fondo all’articolo troverete alcune considerazioni dell’autore sul nuovo modello.

INTRODUZIONE

Senza dubbio occorre dare merito alla Sony di aver non solo ravvivato il mercato delle fotocamere, ma di averlo proprio scombinato, contribuendo progressivamente a demolire le due certezze: quella che faceva di alcuni brand i migliori e soprattutto quella che lo specchio fosse la sola tecnologia fotograficamente valida.
Con molta probabilità se non ci troviamo al tipping point, poco ci manca, dopo di che sarà interessante capire cosa accadrà.
Sony oggi è il primo produttore al mondo di sensori, l’offerta comprende numerose applicazioni, quelle più conosciute sono legate al mondo della telefonia e ovviamente a quelle della fotografia. Benché sia tecnicamente monopolista, al momento, la ricerca e lo sviluppo sono in continuo fermento, caratteristiche che rendono Sony assolutamente versatile.
Il “penultimo” modello della serie che ha avuto origine con la NEX – che abbiamo avuto la fortuna di seguire fin dall’esordio – per poi diventare una semplice A, è la A6300. Penultimo, perché sono le caratteristiche di questa fotocamera a renderla un modello di passaggio. … Continua a leggere

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